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		<title>Chiuse le votazioni del II° capitolo #scritturacollettiva</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 13:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura Collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura collettiva - Capitolo 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco i risultati delle votazioni al secondo capitolo di #scritturacollettiva. La vincitrice è Elisa Belotti che ha totalizzato 678 likes. Vi è piaciuto? dateci il vostro giudizio nei commenti di questo post. Con Elisa continua la nostra storia e da oggi potrete tornare  a dare un seguito al nostro romanzo, iniziando a scrivere il terzo capitolo. Chi di voi sarà ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco i risultati delle votazioni al secondo capitolo di #scritturacollettiva. La vincitrice è <strong>Elisa Belotti</strong> che ha totalizzato 678 likes. Vi è piaciuto? dateci il vostro giudizio nei commenti di questo post.</p>
<p>Con <strong>Elisa</strong> continua la nostra storia e da oggi potrete tornare  a dare un seguito al nostro romanzo, iniziando a scrivere il terzo capitolo. Chi di voi sarà il prossimo vincitore?</p>
<h3 id="internal-source-marker_0.7559302882664136" dir="ltr">Capitoli 2</h3>
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<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2a-di-giulia-madonna/">capitolo-2a-di-giulia-madonna </a>- 13<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2a-di-giulia-madonna/"><br />
</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2b-di-patrizia-bartoli/">capitolo-2b-di-patrizia-bartoli </a>- 30<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2b-di-patrizia-bartoli/"><br />
</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2c-di-elisa-belotti/">capitolo-2c-di-elisa-belotti/ </a>- 678<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2c-di-elisa-belotti/"><br />
</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2d-di-sandro-salerno/">capitolo-2d-di-sandro-salerno/</a> &#8211; 2<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2d-di-sandro-salerno/"><br />
</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2e-di-carla-parolisi/">capitolo-2e-di-carla-parolisi/</a> &#8211; 182<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2e-di-carla-parolisi/"><br />
</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2f-di-luca-regis/">capitolo-2f-di-luca-regis/</a> &#8211; 25<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2f-di-luca-regis/"><br />
</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2g-di-mutti-diego/">capitolo-2g-di-mutti-diego/</a> &#8211; 192<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2g-di-mutti-diego/"><br />
</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2h-di-erika-m/">capitolo-2h-di-erika-m/</a> &#8211; 542<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2h-di-erika-m/"><br />
</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2i-di-martina-gargari/">capitolo-2i-di-martina-gargari/</a> &#8211; 106<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2i-di-martina-gargari/"><br />
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<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2l-di-master-lingue-e-relazioni-internazionali-1%c2%b0anno-fondazione-milano-d-fezzardi-a-mezzasalma-f-nicita-v-noseda-k-ratiu-klos-m-rossi-s-viterbi/">capitolo-2l-di-master-lingue-e-relazioni-internazionali-1%c2%b0anno-fondazione-milano-d-fezzardi-a-mezzasalma-f-nicita-v-noseda-k-ratiu-klos-m-rossi-s-viterbi/</a> &#8211; 15<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2l-di-master-lingue-e-relazioni-internazionali-1%c2%b0anno-fondazione-milano-d-fezzardi-a-mezzasalma-f-nicita-v-noseda-k-ratiu-klos-m-rossi-s-viterbi/"><br />
</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2-m-di-master-lingue-e-relazioni-internazionali-fondazione-milano-balconi-m-bonacina-m-bonalumi-s-bricca-c-coppola-d-donato-a-dupont-l/">capitolo-2-m-di-master-lingue-e-relazioni-internazionali-fondazione-milano-balconi-m-bonacina-m-bonalumi-s-bricca-c-coppola-d-donato-a-dupont-l/</a> &#8211; 11<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2-m-di-master-lingue-e-relazioni-internazionali-fondazione-milano-balconi-m-bonacina-m-bonalumi-s-bricca-c-coppola-d-donato-a-dupont-l/"><br />
</a></li>
</ol>
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		<title>Le Benevole</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 13:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[romanzi e racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli anni &#8217;60, dopo la cattura di Adolf Eichmann, Hannah Arendt scrisse un resoconto sul processo del gerarca nazista, tenutosi in Israele, pubblicato sul New York Times con il titolo &#8220;La banalità del male&#8221;. La Arendt centrò in pieno il bersaglio nella sua disquisizione sociologica e psicologia del male, in cui riconosceva ai nazisti una patina di normalità umana, molto ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni &#8217;60, dopo la cattura di Adolf Eichmann, Hannah Arendt scrisse un resoconto sul processo del gerarca nazista, tenutosi in Israele, pubblicato sul New York Times con il titolo &#8220;La banalità del male&#8221;. La Arendt centrò in pieno il bersaglio nella sua disquisizione sociologica e psicologia del male, in cui riconosceva ai nazisti una patina di normalità umana, molto lontana dall&#8217;idea dantesca di mostro infernale. La Arendt, però, sbrodolò nel qualunquismo al momento di trarre le conclusioni. Sostenere che i nazisti non fossero in grado di distinguere il bene dal male e che le loro facoltà di giudizio fossero annebbiate dalla corruzione del discernimento, non aiuta noi a capire la Storia e men che meno ci gratifica con onestà intellettuale. <span id="more-1396"></span></p>
<p>Ecco perché &#8220;Le Benevole&#8221; è un romanzo coraggioso che in un paesino svitato come l&#8217;Italia sarebbe stato tacciato di revisionismo storico. Affermare che i nazisti fossero cattivi, punto e basta, e che il resto del mondo fosse buono, punto e basta, è pura dittatura della vittoria. Fa comodo credere che una persona crudele vada giudicata indipendentemente dal proprio passato, che sia ingiustificabile e indifendibile, e che in questa non possa esistere la minima spinta verso il bello e il buono. Questo fa comodo a noi, perché nessuno è pronto a fare i conti con l&#8217;orribile verità che il bene e il male siano concetti, fantasiosi e chimerici per certi versi, ma assolutamente relativi. Non nascondiamoci dietro alla convinzione che nelle manifestazioni della più efferata violenza non esistano motivi: un motivo c&#8217;è sempre, giusto o sbagliato è indifferente, perché rimane comunque un motivo umano, e per estensione imperfetto.</p>
<p>La maggior parte dei nazisti non era un folle squadrone di ingegneri di morte e se noi continuiamo a immaginarli così è per colpa dei &#8220;vincitori&#8221; e di tutta una tradizione devota alla memoria delle vittime. Che tali rimangono. Ma sostenere che il male (in senso generale) sia solamente folle e corrotto, sminuisce anche la vittima in sé. Se con chiarezza ideologica i nazisti sostenevano l&#8217;inferiorità razziale di ebrei, zingari, omosessuali e chi più ne ha più ne metta, con altrettanta chiarezza scientifica si sarebbe dimostrato il contrario. Ogni ideologia ha bisogno di un nemico da combattere, ogni razzismo è simile, che sia verticale in termini di razza, od orizzontale, in termini di classe. Un nazista che sparava ad un ebreo, il più delle volte, era un padre che tornato a casa, accarezzava la testa del figlio e faceva l&#8217;amore con la propria moglie. E&#8217; di questo che dovremmo aver paura e che dovremmo riconoscere: il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, si mischiano e si legano nella persona che sceglie di seguire determinate regole morali. Opinabili e discutibili, ma se prelevate e depauperate da giudizi di cuore, perfettamente logiche.</p>
<p>Vogliamo parlare degli americani che, spinti dai soliti sentimenti democratici venivano a salvarci ma che allo stesso tempo impedivano ai loro neri di entrare in libertà nei negozi e di ricevere l&#8217;istruzione scolastica di chiunque altro? Oppure vogliamo parlare dei partigiani che finita la guerra liquidavano schiere di fascisti con processi sommari e illegali, negando a questi gli stessi diritti fondamentali per cui tanto era stato combattuto? Erano &#8220;solo&#8221; fascisti, direte voi. E quegli altri erano &#8220;solo&#8221; ebrei, vi risponderei io. Dove sta la differenza? I fascisti erano meno innocenti degli ebrei? Credete davvero che ad una persona ideologicamente indottrinata interessi il livello di purezza e bontà del nemico preso come singolo individuo? Il nemico diventa un feticcio, un credo, e la corruzione avviene nel momento in cui un&#8217;ideologia (di qualunque colore e matrice) ammetta, nel proprio programma politico, l&#8217;eliminazione fisica dell&#8217;Altro.</p>
<p>Il resto è la conseguenza meccanica di quello in cui scegliamo di credere. Cosa ci ha insegnato la Storia? Ci ha insegnato che le spinte sionistiche degli ebrei contemporanei possano venire, paradossalmente, ritenute pseudo-fasciste? Che con melodie retoriche si festeggi ancora il 25 Aprile, fingendo che abbia un senso e che non puzzi di stantio? Le guerre non si vincono, si perdono e basta. Cosa fingiamo di ricordare? Cosa fingiamo di difendere? La verità è che non abbiamo mai voluto essere liberi.</p>
<p><em>a cura di <strong>Benedetta Fiani</strong></em></p>
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		<title>Sillabari</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 12:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[romanzi e racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono certe domeniche che ogni cosa si appoggia sull’altra: la polvere sul mobile, così come i corpi sui divani, o anche gli occhi su dei libri. Così sono arrivato a leggere ancora una volta i racconti de “Sillabari”, di Goffredo Parise. Ogni tanto me ne leggo due o tre dei suoi cinquanta e passa racconti, e poi sto meglio ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono certe domeniche che ogni cosa si appoggia sull’altra: la polvere sul mobile, così come i corpi sui divani, o anche gli occhi su dei libri. Così sono arrivato a leggere ancora una volta i racconti de “Sillabari”, di Goffredo Parise. Ogni tanto me ne leggo due o tre dei suoi cinquanta e passa racconti, e poi sto meglio senza più quella pesantezza a cui non sai o non vuoi dare un nome. Come fa lo scrittore veneto, nel racconto “Malinconia”, facendo vivere a una bambina tutta la dolce anticamera della parola giusta per definire una condizione: un susseguirsi di azioni che raccontano uno stato d’animo. Senza mai nominarlo, semmai dichiararlo al momento opportuno, e col giusto ritmo.<span id="more-1393"></span></p>
<p>Invece, nel racconto “Sesso”, osserviamo una signora in compagnia della sua noia che si trasforma in una parentesi di desiderio. Noi con lei a sentire gli odori. L’attesa assonnata di una chiamata, di un incubo che riempie la notte.</p>
<p>A me questo libro serve in certe domeniche, e in certi tiepidi pomeriggi estivi. Quando sono spaventato dal cielo grigio, o dalle parole a salve che certe cattiverie degli amici esplodono in dei sabati sera inutili.  E per duellare contro l’insostenibile morte lenta che ci toglie il fiato.</p>
<p>Avrei dovuto leggere qualche pagina di questo libro a M., prima dello schianto, poco prima della disperazione, al posto dell’ultimo caffè. Sarebbe servito? Non credo, ma mi viene da pensare al benessere improvviso, ma antico, poiché già mille volte provato, che trasmette incautamente questo libro di racconti brevi. Aggiusta i quadri alle pareti, rendendo più saturi i colori.</p>
<p>Di solito uso la stessa movenza nel prenderlo nella libreria accanto al caminetto: disegno un arco leggero col braccio, nella mano già alcuni colori. Poi la stessa posa raccolta e ipnotica durante la lettura. Immersione totale. Il volume intorno si abbassa, la luce fionda sulla pagina. Dietro di me soffici pensieri, davanti l’odore di Silvia, i muscoli di Giovanni e le strade in bianco e nero sullo sfondo.</p>
<p>Le pagine si dilatano per entrare quasi tutto al suo interno viscerale e sensibile: amore, sesso, malinconia, potere, morte. Una pioggia sottile che neanche si posa, questa la sensazione che le parole dei racconti donano al ricordo; quando, a distanza di mesi che non l’hai riletto, e allora aspetti di farlo nella domenica giusta o nel pomeriggio perfetto, per dichiarare guerra alla noia e recuperare l’aria nuova che spesso scordiamo di respirare.</p>
<p>Il tempo di questo libro è al presente. Gli uomini e donne sono lì dentro per sempre. I bambini o i cani, le macchine e le nuvole, ogni cosa rimane là dentro nitido e fresco, e la copertina rosa antico invita a stare leggeri dentro al tondo mondo dei suoi racconti.</p>
<p><em>recensione a cura di <strong>Peppe Stamegna</strong></em></p>
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		<title>David Golder</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[romanzi e racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[La sofferenza di David Golder si rivela implacabile dopo il suicidio di Simon Marcus, il socio in affari che ha tramato alle sue spalle e che, senza possibilità di salvezza, ha preferito la morte. Nel loro ultimo incontro Golder, disgustato, gli ha rifiutato il suo aiuto, ma poco dopo aver partecipato alle esequie sotto un violento temporale che aumentava il ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sofferenza di David Golder si rivela implacabile dopo il suicidio di Simon Marcus, il socio in affari che ha tramato alle sue spalle e che, senza possibilità di salvezza, ha preferito la morte. Nel loro ultimo incontro Golder, disgustato, gli ha rifiutato il suo aiuto, ma poco dopo aver partecipato alle esequie sotto un violento temporale che aumentava il desiderio di tutti<em> di sprofondare il morto nella terra inzuppata e di andarsene, </em>viene aggredito da un malessere indefinito.<span id="more-1387"></span></p>
<p>Sul treno che lo porta da Parigi a Biarritz per un breve periodo di riposo, non riesce a dormire; a poco a poco l&#8217;aria della cabina letto diventa pesante, odora di carbone, il tanfo greve e nauseabondo si mescola a un afrore di colonia. Sdraiato nella cuccetta, non riesce a respirare e ben presto insorge un dolore ai polmoni, al petto, alla spalla dalla parte del cuore. Non ha la forza di alzarsi, di chiamare qualcuno perché teme che ogni più piccolo movimento gli possa essere fatale.</p>
<p>Nelle lunghe ore prima dell&#8217;alba Golder è sopraffatto dalla paura della morte fino a quando il sorgere del sole lo riporta alla vita. Solo per poco. A Biarritz la moglie e la figlia lo aspettano, come sempre è stato, solo per i suoi soldi. Questa volta Golder non ha intenzione di cedere, ma resistere alla loro avidità, soprattutto agli insensati giovanili capricci di Joyce, non è facile e, quasi come in una fuga, Golder si abbandona alla malattia che lo salva dal mondo.</p>
<p>Nel travaglio di quei mesi decide che quello che rimarrà della sua vita sarà qualcosa di diverso. Si libera di ogni cosa che lega insensatamente la sua esistenza e con le ultime forze intraprende un viaggio che lo porta a ritroso nel passato, verso i luoghi lontani della sua giovinezza, quando <em>era solo un piccolo ebreo smilzo, rosso di capelli, dagli occhi chiari e penetranti, gli stivali bucati, le tasche vuote&#8230;</em></p>
<p><em>a cura di <strong>Patrizia Bartoli</strong><br />
</em></p>
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		<title>Non di soli ebook low cost vive l&#8217;editoria digitale perchè per vendere bisogna &#8220;sudare&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Una rapida occhiata ai podi delle classifiche dei maggiori ebookstore e ciò che balza agli occhi è che la strategia dell&#8217;offerta lampo si sta rivelando vincente. In pole positions  i due ebook protagonisti del dailydeal della scorsa settimana: Hunger Games e Il teschio sacro. Insomma, la strategia low cost prerogativa di pochi e coraggiosi editori fino a poco tempo fa, ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una rapida occhiata ai podi delle classifiche dei maggiori ebookstore e ciò che balza agli occhi è che la strategia dell&#8217;offerta lampo si sta rivelando vincente. In pole positions  i due ebook protagonisti del dailydeal della scorsa settimana: <strong><em>Hunger Games</em></strong> e <strong><em>Il teschio sacro</em></strong>. Insomma, la strategia low cost prerogativa di pochi e coraggiosi editori fino a poco tempo fa, adesso sta diventando norma che produce buoni risultati. Ma per fare sempre meglio, gli &#8220;editori devono sudare&#8221;, non sono io a dirlo, bensì <strong>Jeff Bezos</strong> in un&#8217;intervista rilasciata a Lalettura. <span id="more-1384"></span></p>
<p>Secondo il fondatore di <strong>Amazon </strong>il futuro dell&#8217;editoria sono i lettori (che con gli ebook risparmieranno moltissimo) e gli autori (che guadagneranno di più), tutti gli altri, editori inclusi, devono iniziare a rimboccasi le maniche per &#8220;adattarsi al nuovo&#8221; e creare &#8220;valore aggiunto&#8221;. Ma non temete, secondo Bezos, il libro di carta non scomparirà (dovrà solo essere.. &#8220;gestito meglio&#8221;).</p>
<p>Per cui bene le iniziative di editori come Fazi, che ha deciso di far rivivere in digitale e a basso costo in occasione dell&#8217;anniversario della scomparsa di Cesarina Vighy, due suoi libri, <strong><em>L&#8217;ultima estate</em></strong> e <strong><em>Scendo. Buon Proseguimento</em></strong>, entrambi nella classifica di <strong>Bookrepublic</strong> (Stand H146 &#8211; J145 Pad. 2). Su<strong> Ebookizzati </strong>(Stand K144 Pad. 2) invece spicca in quarta posizione la novità Codice Edizioni, <strong><em>Contro Steve Jobs</em></strong>, il j&#8217;accuse di Evgeny Morozov contro il fondatore della Apple, mentre su <strong>Bol</strong> (Stand   H126-J125 Pad. 2) al quinto posto compare <strong><em>Ausmerzen</em></strong>, il libro tratto dal monologo di Marco Paolini sul programma di eugenetica nazista.</p>
<p>È sempre interessante notare che nelle classifiche degli ebook troviamo anche i bestsellers cartacei, è il caso di <strong>Niccolò Ammaniti</strong> e <strong>Massimo Gramellini </strong>presenti nelle top ten di quasi tutti gli ebookstore, come <strong>MediaWord. </strong>Che ha anche annunciato che entro l&#8217;anno verrà aperto un negozio fisico nella Stazione Centrale di Milano al cui interno sarà dedicata un&#8217;apposita postazione ebook, dove i clienti, prima di partire, potranno scaricare il libro digitale preferito. Infine, non è raro trovare nelle top ten dei libri digitali anche romanzi che fanno notizia sulla stampa: è il caso di <strong><em>Resistere non serve a niente</em></strong>, di Walter Siti e <strong><em>Mangia che dimagrisci</em></strong>, il metodo per tornare in forma e vivere meglio del dottor Filippo Ongaro. Entrambi nella classifica dei più venduti nelle ultime 24 ore di <strong>Ibs </strong>(Stand K125,K126-L125 Pad. 2).</p>
<p>E di certo non è un richiamo a una vita salubre, la cover di <strong><em>Milano Uccide</em></strong>, un noir autopubblicato da Jordan di Vito al nono posto nella classifica di <strong>Amazon </strong>(Stand   K154-L153 Pd. 2). Prezzo basso o meno, una cosa è sicura: l&#8217;ebook non passa di certo inosservato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nota</strong>. I numeri e le lettere nelle parentesi non sono un sintomo di pazzia imminente o un codice segreto, ma sono le coordinate per trovare lo stand dell&#8217;ebookstore in questione al Lingotto. Anche le librerie di ebook saranno presenti al <strong>Salone del Libro di Torino</strong>, che quest&#8217;anno, ricordiamo per chi non se ne fosse accorto, ha come tema la <em>Primavera Digitale</em>.</p>
<p>a cura di <strong>Francesca Colletti</strong></p>
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		<title>Un fiorire di incontri digitali al Salone di Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 14:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo del lettore]]></category>

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		<description><![CDATA[La Primavera Digitale è sbocciata anche al Lingotto. Il tema della venticinquesima edizione del Salone del Libro è dedicato infatti alle trasformazioni che il web, i social media e l&#8217;avvento degli ebook hanno portato nella scrittura e nella lettura. Per questo motivo sarà un fiorire (è proprio il caso di dirlo) di incontri, dibattiti e tavole rotonde su temi caldi ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Primavera Digitale è sbocciata anche al Lingotto. Il tema della venticinquesima edizione del <strong>Salone del Libro</strong> è dedicato infatti alle trasformazioni che il web, i social media e l&#8217;avvento degli ebook hanno portato nella scrittura e nella lettura. Per questo motivo sarà un fiorire (è proprio il caso di dirlo) di incontri, dibattiti e tavole rotonde su temi caldi di quest&#8217;anno: selfpublishing, ebook, DRM e pirateria, lettura digitale, editori nativi digitali e nuove forme di marketing editoriale nell&#8217;era dei social network. Tutta roba interessante, anche per chi non è ancora avvezzo al digitale.<span id="more-1373"></span></p>
<p>Una novità è data dalla presenza di <strong>Amazon</strong> al Lingotto: sull&#8217;homepage del sito c&#8217;è un accattivante banner che invita i clienti ad andare a scoprire il Kindle Touch, segnatevi lo stand K-154 &#8211; L 153, Padiglione 2. Ovviamente saranno presenti tutti i grandi ebookstore italiani. Sul fronte eReade, <strong>Nokia</strong> presenterà la sua nuova applicazione, Nokia Reading, che trasforma i Lumia in eReader e <strong>Sony</strong> con l’ebook reader più leggero del mondo.</p>
<p>Lo scorso anno il Salone aveva avviato una serie di incontri in un incubatore digitale, <strong>Book to the future</strong>,  dove l&#8217;editoria incontra la tecnologia, e quest&#8217;anno è ricco di avvincenti appuntamenti. Ne cito tre, che secondo la sottoscritta sono assolutamente da non perdere: il 10, alle ore 14 c&#8217;è &#8220;<em>Lettori&amp;Follower. L&#8217;editore alle prese con twitter</em>&#8220;. Un incontro con i responsabili social di tre case editrici che sanno &#8220;cinguettare&#8221; bene su Twitter: <strong>Isbn</strong>, <strong>Aìsara</strong> e <strong>Intermezzi</strong>. Sempre giovedì e sempre a Book to the future, uno stimolante incontro per capire, insieme a Roberto Grassilli, Maurizio Ceccato e Riccardo Gola, come nascono le copertine al tempo degli ebook. E, last but not least, domenica 13, alle ore 15 ,&#8221;<em>Leggere in rete</em>&#8220;: otto book blogger di racconteranno e spiegheranno cos&#8217;è Ledita.</p>
<p>Nelle &#8220;sale ufficiali&#8221;, si aprono le danze giovedì 10 con una tavola rotonda sulle nuove strategie che il digitale impone agli editori. Vi partecipano tra gli altri <strong>Gian Arturo Ferrari</strong>, presidente del Centro per il libro, gli editori Mondadori (<strong>Riccardo Cavallero</strong>), Gruppo Feltrinelli (<strong>Dario Giambelli</strong>), Rcs (<strong>Alessandro Bompieri</strong>), Gruppo GeMS (<strong>Stefano Mauri</strong>) e<strong> Martin Angioni</strong>, direttore di Amazon Italia.</p>
<p>È dedicato alle nuove pratiche del leggere e dello scrivere sul web l&#8217;incontro con <strong>Gino Roncaglia</strong> di domenica 13 (ore 16, sala Rossa), mentre venerdì 11 (ore 17,Sala Rossa) <strong>Beppe Servegnini </strong>dialoga con <strong>Francesco Piccolo</strong> per capire chi avrà la meglio tra gli Sconessi contro Iperconnessi. E sempre il 13 (ma tutto domenica?) <strong>Massimo Gramellini </strong>e <strong>Gianni Riotta</strong> discutono su &#8220;<em>La parola scritta ai tempi di Twitter</em>&#8221; (ore 17 , Sala Rossa), mentre dell&#8217;Arte nell&#8217;era del digitale ne parla, in una lectio magistralis, <strong>Philippe Daverio </strong>(ore 19, Sala Gialla).</p>
<p>Ovviamente tutti gli incontri, incluso quelli di Book to the future, sono consultabili online sul sito del Salone (<a href="http://www.salonelibro.it/it/home.html">http://www.salonelibro.it/it/home.html</a>) e su twitter seguendo l&#8217;hashtag #SalTo12.</p>
<p>Ci vediamo a Torino!</p>
<p><em>a cura di <strong>Francesca Colletti</strong></em></p>
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		<title>Hollywood Babilonia II</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 16:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’angolo del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[romanzi e racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con un obiettivo che Kenneth Anger svelerà solo nel capitolo finale – dove passeremo dall’epicureo «Hollywood Babilonia» al nefasto «Hollywood Armageddon» – lo scrittore e cineasta, amico di Aleister Crowley, ci riporta nella «città degli orpelli» per continuare a raccontare vizi, debolezze e paure delle divinità di celluloide e le azioni compiute dalla scellerata fauna di arrivisti, estorsori e assassini ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un obiettivo che <strong>Kenneth Anger</strong> svelerà solo nel capitolo finale – dove passeremo dall’epicureo «Hollywood Babilonia» al nefasto «Hollywood Armageddon» – lo scrittore e cineasta, amico di Aleister Crowley, ci riporta nella «città degli orpelli» per continuare a raccontare vizi, debolezze e paure delle divinità di celluloide e le azioni compiute dalla scellerata fauna di arrivisti, estorsori e assassini che nel tempo hanno provato a mettere le mani sul business dello spettacolo cinematografico.<span id="more-1368"></span></p>
<p>Il primo volume si era concluso su uno sciorinare di morti al gusto di Seconal per cui non sorprende ritrovare Anger, nel primo capitolo di <strong><em>Hollywood Babilonia II</em></strong>, in giro per cimiteri a godere del silenzio che accoglie le spoglie degli eroi della sua fanciullezza: i divi del cinema degli anni Venti, tra cui l’amato Rodolfo Valentino. All’ombra dei cipressi, Kenneth Anger, ci annuncia cosa ci aspetta durante questa nuova capatina tutta in notturna, fra i viali illuminati e le lussuose abitazioni celanti i più sordidi segreti di Hollywood. Con lo stile che lo contraddistingue e l’affilatissimo humour nero (come una notte senza luna) ci porta nelle aule di tribunale, dove si consuma la passione adultera fra Paul Kelly e Dorothy Mackaye, finiti in prigione per la morte del di lei marito: il povero Ray Raymond, dove il greco Pantages si protegge da un agguato tesogli per carpire il suo giro di distribuzione cinematografica, il più grande e luccicoso d’America (i suoi cinema erano noti per essere assai sfarzosi e decorati in maniera originale).</p>
<p>Nei capitoli successivi lasciamo i tribunali e le beghine con la fascetta nera del lutto per raggiungere le sfere del potere (e qui già avvertiamo lo scalpiccio dei cavalli di celluloide di «Hollywood Armageddon») per assistere all’arrembaggio del business dei lustrini da parte di Joseph P. Kennedy, il banchiere parvenu che costruì la sua fortuna sull’unica vera strega che abbia mai sorvolato Hollywood: Gloria Swanson. Ampio spazio è dedicato all’oscura e pericolosa vicenda che vide la mafia (compreso il boss Lucky Luciano) cercare di mettere le mani sul giro di denaro hollywoodiano attraverso l’orribile Willie Bioff che, impadronitosi del sindacato IATSE (International Alliance of Theatrical Stage Employees), estorse denaro a produttori e distributori minacciando scioperi totalizzanti e invalidanti per l’industria del cinema. Solo il coraggio dell’anziano redattore del «Daily Variety» Arthur Ungar e dell’attore Robert Montgomery riuscì a smascherare e far condannare Willie Bioff.</p>
<p>Particolare menzione meritano i capitoli dedicati al visionario coreografo e regista <strong>Busby Berkeley</strong> (uno dei principali vati del camp) e del suo crollo nervoso dopo la morte della madre (Berkeley uccise in un incidente stradale tre persone e si squarciò polsi e collo in un tentativo di suicidio), al divo con le piattole <strong>James Dean</strong>, il cui carisma rimane inarrivabile nonostante la disfunzionalità del carattere, e al regista sadico e scopofilo <strong>Alfred Hitchcock</strong> che costringeva le sue muse &#8211; Grace Kelly e Tippi Hedren – a lunghe sedute di tormenti cinematografici. Citiamo come esempio le cinghie invisibili che legavano quest’ultima mentre stormi di uccelli la beccavano ovunque (compresa una pericolosissima ferita alla palpebra inferiore) durante le riprese de <em>Gli uccelli</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il viaggio continua con uno sguardo sull’attacco omofobo e razzista subito dall’ex attore e leggendario decoratore d’interni Bill Haines da parte del Ku Klux Klan locale, una capatina alle orgiastiche cene (eleganti) che l’attore Lionel Atwill teneva nel suo maniero, e agli appetiti pedofili del tennista e attore William Tatem Tilden III. Non mancheranno cenni al ritrovamento del corpo disarticolato della Dalia Nera, e a come l’industria del cinema abbia fagocitato e risputato piccole canaglie (e vere miniere d’oro) quali il divo Disney Bobby Driscoll.</p>
<p>È un Kenneth Anger più libero e creativo quello di <em>Hollywood Babilonia II</em>, che a distanza di dieci anni dal primo, straordinario, volume decide di intercalare le narrazioni in prosa con veri e propri capitoli fotografici, assai surreali e venati da quell’humour nero che egli all’inizio ha raccomandato al lettore di portare con sé. Ecco quindi i portfolio dedicati a Joan «mammina cara» Crawford, alle «strane coppie» come Tallulah Bankhead e la <em>black mama</em> Hattie McDaniel, gli adorabili Cary Grant e Randy Scott, Clara Bow e Bela Lugosi, e ancora l’impietoso «Babilonia in bottiglia» e l’ultimo pruriginoso «Indiscreto», in cui lasciamo al lettore il piacere di scoprire il senso dell’espressione «aria naturalmente condizionata»…</p>
<p>Ci lasciano sgomenti le più di sessanta pagine dedicate ai suicidi nella città dei lustrini: dive, starlette, divi in pectore mai arrivati alla ribalta, costumiste innamorate d’icone inarrivabili, produttori, comparse, cascatori… un rosario di suicidi raccolti secondo la modalità scelta. Un monito? Non da parte di Kenneth Anger che dichiara più di una volta di essere interessato solo all’accuratezza delle notizie riportate, tutte dolorosamente verificabili attraverso documentazione.</p>
<p>È nell’ultimo capitolo che tremiamo davvero, nella narrazione apocalittica (intercalata dalle impietose dichiarazioni di amici e colleghi che l’hanno conosciuto durante la sua miserrima carriera) dell’ascesa politica dell’attore <strong>Ronald Reagan</strong>, di come da democratico sia diventato – a causa della cattiva influenza di Nancy, <em>dicheno</em> – «il presidente più a destra di McKinley», razzista, omofobo e ottuso come mai nessun presidente si era mai dimostrato. È questa la «Hollywood Armageddon» annunciata da Anger, la società dello spettacolo che raggiunge le sfere più alte e attraverso lo strumento televisivo (ripugnato in gioventù dal «piccolo Ronnie», come lo definì Bette Davis) propaganda scelleratezza e pericolosa vacuità.</p>
<p><em>recensione a cura di <strong>Salvatore Piombino</strong></em></p>
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		<title>Un viaggio nel Museo immaginato di Daverio</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 16:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Andate a cercarvi una grande riproduzione dei coniugi Arnolfini di Jan Van Eyk. La scaricate dal web. Poi ingranditela e muovetela. E&#8217; come se aveste il dipinto in mano&#8221;. Miracoli del digitale. È lo stesso Philippe Daverio a suggerire questo esercizio nella postfazione al suo Il Museo immaginato. Non un semplice ebook, ma il primo (come segnala l&#8217;editore Rizzoli) ebook ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Andate a cercarvi una grande riproduzione dei coniugi Arnolfini di Jan Van Eyk. La scaricate dal web. Poi ingranditela e muovetela. E&#8217; come se aveste il dipinto in mano&#8221;. Miracoli del digitale. È lo stesso Philippe Daverio a suggerire questo esercizio nella postfazione al suo <strong><em>Il Museo immaginato</em></strong>. Non un semplice ebook, ma il primo (come segnala l&#8217;editore Rizzoli) ebook illustrato italiano, in formato ePub fixed layout ottimizzato specificamente per iPad.<span id="more-1365"></span></p>
<p>E in effetti Daverio non ha torto quando scrive che leggere <em>Il museo Immaginato</em> è come avere il dipinto in mano: con l&#8217;autozoom si porta a pieno schermo il quadro selezionato e con un tip compare la didascalia dettagliata dell&#8217;opera. Insomma, con la stessa naturalezza con cui il critico d&#8217;arte ci raccontava il patrimonio culturale nazionale e estero nelle puntate di Passparteau, adesso ci conduce nella sua personalissima collezione d&#8217;arte: un museo in cui “ci si cammina, anche se solo virtualmente”.</p>
<p>Opere note e meno note, rilette attraverso il suo sguardo ironico e raccontate in relazione al loro contesto oppure evidenziandone particolari suggestivi. Oltre ottocento tra quadri e disegni originali dell&#8217;autore, centosessanta link delle miniature presenti nelle mappe e piantine riferite alle dodici stanze <em>de Il museo immaginato</em> e hyperlink ai siti web dei novantadue musei che ospitano le opere reali. Un ebook che a quasi un mese di distanza dalla pubblicazione resiste nella top ten dei più venduti su iBooks store, anche grazie al prezzo rimasto invariato dall&#8217;uscita (9.99€), con ben 180 valutazioni positive dei clienti. Una scommessa vinta che, a giudicare dai risultati potrebbe avvicinarsi ai numeri del corrispettivo cartaceo, oltre sessantamila copie vendute da novembre ad oggi.</p>
<p>a cura di Francesca Colletti</p>
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		<title>Via alle votazioni del 2° capitolo di Scrittura Collettiva!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 15:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura Collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura collettiva - Capitolo 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Buon giorno a tutti! Diamo il via alle votazioni per il secondo capitolo della scrittura collettiva! Trovate qui sotto tutti i capitoli arrivati questo mese. Al solito per votare dovete mettere un Like sul capitolo che avete preferito, potete anche votarne più di uno, farà fede il numero totale pervenuto entro il 14 maggio 2012. capitolo-2a-di-giulia-madonna capitolo-2b-di-patrizia-bartoli capitolo-2c-di-elisa-belotti/ capitolo-2d-di-sandro-salerno/ capitolo-2e-di-carla-parolisi/ ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buon giorno a tutti! Diamo il via alle votazioni per il secondo capitolo della scrittura collettiva! Trovate qui sotto tutti i capitoli arrivati questo mese. Al solito per votare dovete mettere un Like sul capitolo che avete preferito, potete anche votarne più di uno, farà fede il numero totale pervenuto entro il 14 maggio 2012.</p>
<ol>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2a-di-giulia-madonna/">capitolo-2a-di-giulia-madonna</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2b-di-patrizia-bartoli/">capitolo-2b-di-patrizia-bartoli</a></li>
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<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2l-di-master-lingue-e-relazioni-internazionali-1%c2%b0anno-fondazione-milano-d-fezzardi-a-mezzasalma-f-nicita-v-noseda-k-ratiu-klos-m-rossi-s-viterbi/">capitolo-2l-di-master-lingue-e-relazioni-internazionali-1%c2%b0anno-fondazione-milano-d-fezzardi-a-mezzasalma-f-nicita-v-noseda-k-ratiu-klos-m-rossi-s-viterbi/</a></li>
<li><a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/05/capitolo-2-m-di-master-lingue-e-relazioni-internazionali-fondazione-milano-balconi-m-bonacina-m-bonalumi-s-bricca-c-coppola-d-donato-a-dupont-l/">capitolo-2-m-di-master-lingue-e-relazioni-internazionali-fondazione-milano-balconi-m-bonacina-m-bonalumi-s-bricca-c-coppola-d-donato-a-dupont-l/</a></li>
</ol>
<blockquote><p>Vi ricordo che potete leggere tutti i <a href="http://24letture.ilsole24ore.com/category/scrittura-collettiva/scrittura-collettiva-capitolo-1/">vecchi &#8220;capitoli 1&#8243; nell&#8217;apposita categoria</a>, così come l&#8217;<a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/03/incipit-scrittura-collettiva-2012/">incipit</a> e il <a href="http://24letture.ilsole24ore.com/2012/03/capitolo-1zb-claire-spark/">primo capitolo vincitore dello scorso mese</a>.</p></blockquote>
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		</item>
		<item>
		<title>CAPITOLO 2 M di Master Lingue e Relazioni Internazionali, Fondazione Milano (Balconi M., Bonacina M., Bonalumi S., Bricca C., Coppola D., Donato A., Dupont L. )</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 15:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Bellotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittura Collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura collettiva - Capitolo 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante questo decise di godersi la giornata con la sua nuova conoscenza. ‘ Ho voglia di fare una passeggiata’ disse lei ‘ Dove mi porti? ‘ chiese lui ‘ Fidati, ne conosco di strade. ‘ Attraversarono Parco Sempione e proprio accanto ad un albero videro un giovane disteso, circondato da mille libri, fogli sparsi pieni di grafici e tabelle. Il ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="internal-source-marker_0.7248922660024837" dir="ltr">Nonostante questo decise di godersi la giornata con la sua nuova conoscenza.</p>
<p dir="ltr">‘ Ho voglia di fare una passeggiata’ disse lei</p>
<p dir="ltr">‘ Dove mi porti? ‘ chiese lui</p>
<p dir="ltr">‘ Fidati, ne conosco di strade. ‘</p>
<p dir="ltr">Attraversarono  Parco Sempione e proprio accanto ad un albero videro un giovane  disteso, circondato da mille libri, fogli sparsi pieni di grafici e  tabelle. Il ragazzo guardava il vuoto davanti a sé, intento a fumare una  sigaretta svogliatamente. Proprio il ritratto della pigrizia, pensò M. .   R. guardava il giovane con sguardo quasi schifato scuotendo la testa  con disapprovazione, come se non fare assolutamente nulla fosse una  colpa insanabile per l’essere umano.</p>
<p dir="ltr">M.  era quasi tentato di fermarsi nella pace e nel silenzio del parco  quando R. lo spinse a continuare la passeggiata, quasi avesse fretta di  andare più avanti.</p>
<p dir="ltr">Usciti  del parco si ritrovarono sul margine del marciapiede, procedevano a  passo spedito finché si fermarono al semaforo rosso. Le macchine,  biciclette e il tram ripartirono subito tranne un ciclista distratto che  aveva persino tagliato la strada ad un Suv bianco dalle luci azzurre  sotto le ruote.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Il  ciclista si fermò per scusarsi col proprietario del Suv ma questo non  si limitò ad imprecare dal finestrino abbassato, volle accostare per  continuare con la sfilza di parolacce. Di fronte alle minacce  dell’automobilista il ciclista non restò più sulla difensiva e cominciò a  rispondere a tono. M. non riuscì a capire come arrivarono alle mani,  chi spinse per primo l’altro, in pochi minuti però era scoppiata una  rissa vera e propria. La scena impressionò M. ed R. che si avvicinarono  per separare i due, aiutati da altri passanti. Il sipario infelice della  rissa si concluse con uno sputo e M. pensava che tutte quelle persone  stonassero con la vecchia piuttosto malmessa che seduta sul marciapiede  chiedeva l’elemosina, davanti a lei solo un bicchiere del McDonald che  un giorno doveva essere stato bianco. Il bicchiere era vuoto, R. ed M.  cercarono qualche moneta nelle tasche e ne misero un paio nel bicchiere  della vecchia. Lo spettacolo degradante che si era presentato aveva  intristito M., deluso dalla rabbiosità dei suoi concittadini. R. sembrò  condividere il pensiero dell’amico: ‘Incredibile come la gente possa  esplodere per nulla..’</p>
<p dir="ltr">Continuarono  la passeggiata. Per fortuna i milanesi sapevano essere anche cordiali e  allegri, ragazzi sorridenti entravano in bar e negozi e le risate tra  amici fuori dai bar rassicurarono M. . Proprio vicino ai negozi del  centro i passanti giravano con sacchetti di marchi famosi in mano, chi  non aveva fatto acquisti &#8211; da come guardava alcune vetrine &#8211; di certo  programmava di farli. Anche R. dava un’occhiata qua e là, il più delle  volte stupita dai prezzi sui cartellini.</p>
<p dir="ltr">Nonostante  il benessere di una strada del centro, nessuno dei passanti era  disposto a privarsi di qualche centesimo per sfamare una vecchia.</p>
<p dir="ltr">‘Non so chi è peggio &#8211; disse M. &#8211; se la gente che si mena per la precedenza o questi spilorci che fanno shopping.’</p>
<p dir="ltr">‘Beh, penso che ci sia anche di peggio’ &#8211; rispose R.</p>
<p dir="ltr">Continuarono  con la loro passeggiata per la città. M., nonostante la presenza di R.,  si sentiva triste: vedere di che cosa è capace la gente lo aveva messo  di cattivo umore. Che senso aveva vivere una vita circondato da gente  gretta e meschina? La risposta però affiorò spontanea nei suoi pensieri:  ma certo, l’amore! E mentre pensava questo, guardò R. e provò una  strana sensazione al cuore: forse era proprio lei la persona che avrebbe  potuto salvarlo?</p>
<p dir="ltr">Perso  in questi pensieri, non si accorse che la giornata stava volando: era  già quasi mezzogiorno, la gente cominciava ad affollarsi nei bar e nei  ristoranti per pranzare, al riparo dalla nebbia onnipresente. “Ti va di  mangiare qualcosina?” chiese R. M. aveva proprio fame; si ricordò però  che il suo portafoglio era abbastanza mal messo, e non voleva proprio  fare una figuraccia. Ma R., quasi leggendo i suoi pensieri, disse: “Però  offro io. Dopotutto, se non ti avessi incontrato oggi avrei passato una  giornata veramente triste, al posto di stare all’aria aperta a  divertirmi!”. Per cui, entrarono in un ristorantino che offriva il  classico “all you can eat”. Appena seduti, dissero le loro ordinazioni  al cameriere; mentre aspettavano le portate chieste, si guardarono  intorno. Il locale era pieno di gente, perlopiù impiegati che venivano a  consumare il proprio buono pasto nella pausa pranzo. C’era però un uomo  che attrasse l’attenzione di M.: seduto ad un tavolo da solo, era  circondato da diversi piatti, molti dei quali vuoti, ma molti ancora  pieni, che l’uomo si apprestava a divorare voracemente. M. continuò a  guardarlo per alcuni minuti: sembrava non essere mai sazio, anzi, più  mangiava, e più sembrava desiderarne ancora, come se non riuscisse a  smettere. “Fra poco starà male, non può mangiare così tanto”, penso M.  R., che aveva volto lo sguardo verso l’uomo, si rigirò disgustata.  “Guarda la gente che cosa è capace di fare”, disse a M., “non sanno  proprio godersi la vita. Affogano nei loro peccati, senza neanche  rendersene conto.” Aveva ragione. M. promise a sè stesso che non sarebbe  mai diventato come quell’uomo.</p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Usciti  da quel ristorante, M. e R. si decisero a continuare la loro giornata  in tutta tranquillità, passeggiando per le vie di Milano. Ripensando ai  comportamenti di tutte le persone che aveva osservato e analizzato, M.  era sempre più insoddisfatto della società in cui viveva, delle persone  che lo circondavano nonostante non le conoscesse. Il solo pensiero di  vedere la società, la gente che non si godeva la vita, che pensava a  volere sempre di più e a non accontentarsi mai di quello che già aveva,  rendeva M. sempre più triste. Fortunanatamente però era in buona  compagnia quel giorno e per un momento i brutti pensieri non gli  affollarono più la mente. R. convinse M. a fare un giro nel quadrilatero  della moda, tanto per dare una sbirciatina ai meravigliosi negozi in  quella zona. Arrivati in via Montenapoleone, M. si rese subito conto del  lusso e dello sfarzo nelle vetrine di quei negozi e sinceramente a lui  non importava. Lo aveva fatto solo per accontentare R. che nel frattempo  lo aveva trascinato verso il negozio di Gucci per ammirare i favolosi  vestiti: proprio in quel momento uscì dalla porta una splendida ragazza,  forse una modella, con mille borse in mano. M. rimase affascinato da  tanta bellezza ma subito tornò alla realtà del momento e il fatto di  passeggiare per quelle vie iniziava a mettergli ansia. Così iniziò a  fare pressione su R. perchè andassero a prendere la metro e raggiungere  un’altra zona. Entrati nella metro, M. riconobbe la ragazza che aveva  visto fuori dal negozio di Gucci, la quale stava seduta circondata dai  mille acquisti fatti, di certo belli ma ingombranti. Di fronte a M.,  c’erano due ragazze, le quali alla vista di questa ragazza non solo  bella, ma presumibilmente anche molto ricca, iniziarono a fare diversi  commenti: “Ma che bella ragazza!”, “chissà quanto avrà speso per quei  vestiti e quegli accessori”, “ potessi io essere così, davvero c’è chi  nasce fortunato, che ingiustizia”. M. sentì tutto, dall’inizio alla fine  e tra sé pensò: “ quanta invidia, come si fa a essere così? E  soprattutto come fanno queste due ragazze a dire che non sono fortunate?  Solo per qualche vestito in più?” M. giurò a se stesso che mai avrebbe  voluto essere così, né invidioso né critico nei confronti degli altri,  anche perchè questa forma di invidia non gli avrebbe giovato, al  contrario gli avrebbe solo oscurato la vista e non gli avrebbe fatto  riconoscere i veri valori della vita, che di certo non sono materiali.</p>
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<p dir="ltr">M.  era preso dallo sconforto, quella giornata sembrava essere una  collezione di bassezze da mortali, di peccati capitali a cui l’essere  umano si abbandonava troppo facilmente. Una giornata apparentemente come  tutte le altre nelle vie del centro di Milano si era rivelata un teatro  delle debolezze terrene. R. era stata la compagna di viaggio poco  incoraggiante, anzi, che avesse portato sfortuna proprio lei?</p>
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<p dir="ltr">Intanto era venuto il momento di scendere, M. ed R. erano arrivati a Bisceglie, vicino casa di M.</p>
<p dir="ltr">La  giornata era volta al termine e M. aveva solo voglia di una birra e  delle sue pantofole. Era il momento di congedarsi da R., comparsa così  misteriosamente nella sua vita.</p>
<p dir="ltr">Appena  scesi dal treno si salutarono. ‘Che giornata! Abbiamo proprio visto il  peggio oggi!’ disse M., ‘Oh, no, mancavano ancora lussuria e superbia.’  fece R. .</p>
<p dir="ltr">M.  strabuzzò gli occhi, dimostrando di non capire. ‘Vedi, M., le persone  che abbiamo incontrato oggi non erano lì per caso, sono servite a  mostrarti qualcosa di preciso’.</p>
<p dir="ltr">‘Mostrarmi  cosa?’. ‘Mostrarti alcune fra le cose meno piacevoli dell’essere umano,  5 dei sette peccati capitali che degradano le persone. Pigrizia, ira,  gola, avarizia, invidia..per sperimentarli tutti come vedi non basta un  giorno’.</p>
<p dir="ltr">‘Neache tu sei capitata per caso allora’ ‘No, ti ho cercato di proposito..’.</p>
<p dir="ltr">Mentre parlavano sulla banchina, arrivò un altro treno ed R. vi salì  scomparendo dietro le porte che si chiusero subito dopo. Così come era  arrivata R. scompariva improvvisamente.</p>
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<p dir="ltr">Questo capitolo partecipa alla <a href="../2012/02/scrittura-collettiva/">scrittura collettiva</a> del secondo capitolo del libro di 24Letture. Metti un Like su questo capitolo per votarlo!</p>
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