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5 libri in 5 righe
Ogni settimana, cinque libri che hanno colpito la nostra curiosità raccontati in cinque righe. Le ultime uscite, le chicche, i titoli presi dallo scaffale delle nostre librerie e le novità digital only.
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Cinque libri in cinque righe

La chicca: Comunque vada non importa, di Eleonora C. Caruso (Indiana Editore)

La “meravigliosa” vita di Darla, studentessa (si fa per dire) amante dei Manga, incasinata, solitaria, sociopatica e un po’ nerd. La scelta di esordire con una piccola casa editrice, non ha penalizzato il bel libro della Caruso: un incipit folgorante e una scrittura limpida e sofisticata allo stesso tempo.

La novità #1: Malaparte, di Maurizio Serra (Marsilio)

Oltre 500 pagine tradotte dal francese: la monumentale biografia e la storia della produzione letteraria di Kurt Erich Suckert, al secolo Curzio Malaparte, il controverso, solitario, fascista e poi comunista, autore de La pelle e Kaputt. Dalla partecipazione alla Marcia su Roma fino al viaggio reportage in Russia e in Cina, passando per la storia con Virginia, vedova di Edoardo Agnelli. Un omaggio all’ultimo dandy della letteratura italiana.

La novità #2: Skagboys, di Irvine Welsh (Guanda)

Il ritorno, anche se tecnicamente Skagboys è un prequel, dei protagonisti di Trainspotting: Sic Boy, Spud e Mark. La disperata e violenta discesa all’inferno dell’eroina, per sfuggire dal grigiore e al vuoto dell’esistenza nell’Edimburgo dell’era Thatcher.

Dallo scaffale: L’arte di vivere in difesa, Chad Harbach (Rizzoli)

«La mia intenzione era quella di scrivere un metaromanzo novecentesco,con una struttura classica ed un sapore contemporaneo, che facesse sentire come si vive oggi». Un romanzo leggendario, che va oltre la perfezione. L’ottimo consiglio di un’amica.

Digital Only: I pilastri della Padania, di Tormod Grayties (Delirium Editions)

Un sedicente ricercatore scozzese, trapiantato in Italia, studioso dei movimenti indipendentisti e di araldica. Appunti e di immagini di vecchi volantini del Carroccio, raccolti tra il 1996 e il 1997. Il confronto lampante, tra le promesse del partito che rinnegava “Roma”, ma che alla fine non è riuscito ad esimersi dal “magna magna” generale.

P.T.

Pubblicato il martedì 6 novembre 2012 - 10:54
 
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