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Travestimento proibito

La valle del Serchio nella provincia di Lucca che sale verso la Garfagnana e la vita di paese negli anni ’50 e ’60, ma non solo, sono lo sfondo su cui si svolgono i sette racconti di questa raccolta. Sono i decenni di un difficile passaggio tra un mondo semplice, fatto di tradizioni e incrollabili regole sociali, quasi dei pregiudizi, e la modernità con le sue promesse di libertà e di benessere, spesso però ancora illusorie.

I diversi protagonisti descritti con cura nella loro quotidianità sommessa e nascosta, nelle sfumature della loro personalità tormentata, nei gesti appena accennati, negli sguardi leggeri, sono, chi prima chi dopo, spinti ad andare, a dare una svolta alla propria vita, a custodire un segreto dolce e terribile.

Tutti, senza alcuna distinzione tra uomini e donne, vogliono, o vorrebbero, più di ogni altra cosa seguire le proprie aspirazioni ma non possono, almeno non del tutto, liberarsi dei cliché che li imprigionano.

Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, il piccolo Sergio è un bambino solitario e silenzioso che desidera ardentemente per la festicciola scolastica di Martedì grasso vestirsi da principessa.

<<E se dicessi alla zia che voglio essere la bella addormentata nel bosco?>> pensa.

Gli piacerebbe moltissimo Non vuole essere Zorro, non vuole indossare il vestito che zia Erminia gli sta preparando. Vuole essere qualcosa d’altro da sé o, forse, solo se stesso.

Questa sua personale inclinazione, ancora confusa e inconsapevole – ma anche quella di Antonio, di Raul, di Daria e degli altri personaggi dei racconti – non può essere a lungo ignorata e si rivela infine come un ‘travestimento proibito’ con cui prima o poi Sergio dovrà fare i conti.

Ma esisterà mai un luogo in cui rifugiarsi e dare sfogo a ciò che ci si porta dentro con tanto troppo dolore?

Travestimento proibito e altri racconti
a cura di Patrizia Bartoli

 

 

Pubblicato il giovedì 6 aprile 2017 - 16:49
 
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