uomoduplicato

L’uomo duplicato

“Nella storia dell’umanità non è mai accaduto che esistessero due persone uguali nello stesso posto e nello stesso tempo. In epoche lontane, altri casi ci sono stati di somiglianza fisica totale fra due persone, ora uomini, ora donne, ma le separavano sempre decine, centinaia, migliaia di anni e decine, centinaia, migliaia di chilometri”. Così sostiene Saramago nel suo L’uomo duplicato (2002), eppure il professor Tertulliano Maximo Afonso e l’attore Antonio Claro vivono nella stessa città, hanno pressappoco la stessa età e sono due gocce d’acqua, perfettamente identici in tutto, dal timbro di voce alle cicatrici sul corpo. Chi di loro due è l’originale?

Tertulliano è un docente di scuola media che combatte la bizzarra battaglia di poter insegnare storia a ritroso, un uomo depresso, che una sera decide di noleggiare un film su consiglio di un collega e scopre che uno degli attori secondari, appunto Antonio Claro, è la sua copia, una sua fedele riproduzione in chiave cinematografica. Chi di loro due è l’originale – sarà la domanda che inizierà a perseguitarlo. Tertulliano è un uomo solo, con un universo affettivo popolato da pochi personaggi in carne ed ossa e un comodino perennemente occupato da un libro di storia mesopotamica. Niente del suo passato sembra averlo coinvolto profondamente, neppure un matrimonio finito anzitempo e di cui non si conoscono altri dettagli. Eppure da questo momento dovrà convivere con un interrogativo ossessivo e cominciare, stavolta non a scopo didattico, a ricostruire a ritroso gli eventi per comprendere il vero corso della Storia.

Narratore onnisciente e di geniale comicità Saramago disegna periodi articolati per tratteggiare le evoluzioni del suo giallo, addensa tutti i suoi pensieri in un crescendo di dialoghi e colpi di scena da cui il lettore non riesce più a staccarsi. Accompagna il dramma esistenziale del suo personaggio fino a snaturarne completamente il senso comune, anch’egli personificato più volte nel corso del romanzo, e manipola la personalità di Tertulliano conducendolo a comportamenti inaspettati nei confronti del suo clone, di sua mamma, della quasi fidanzata Maria Paz. Un determinato antieroe, un Pereira di altri tempi, indeciso e indolente fino a quando la sorte non lo costringe a confrontarsi con la sua copia. Da quel momento in poi prendere una decisione, anche la più efferata, diventa la decisione più facile del mondo. Al contrario di quanto si pensi, molto più facile che moltiplicare per due.

recensione a cura di Fabio Fedele

Pubblicato il venerdì 16 ottobre 2015 - 11:55
 
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