Archivi del mese: novembre 2013

“Un filo d’inchiostro: C’era una volta…Paestum”

La scrittura collettiva approda nell’antica città dei templi, Paestum, nome latinizzato di Poseidonia, poleis della Magna Graecia in provincia di Salerno, per diventare strumento di scavo e indagine questa volta non delle antiche rovine, bensì dello spirito di appartenenza, delle tradizioni e dei variegati tasselli di identità che compongono il territorio e legano i cittadini alla propria terra. Continua a leggere »

Pubblicato il mercoledì 27 novembre 2013 - 18:28
 
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solo-cover-ita

Bond, SOLO James Bond

Nella narrativa l’eroe è un solitario per definizione: un essere umano che, da solo, affronta i pericoli, le avventure, i tradimenti e gli amori impossibili. James Bond, l’agente segreto 007 del Servizio Segreto Britannico, inventato dalla penna di Ian Fleming, è una delle massime icone del fenomeno dell’eroe solitario e, la sua ultima reincarnazione, è una delle migliori in assoluto e ne è l’essenza più estrema. Continua a leggere »

Pubblicato il mercoledì 27 novembre 2013 - 17:29
 
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5libriin5righe

Le dipendenze, gli elefanti in sala di attesa e il Pendolibro

 

La novità #1

La nebbiosa, di Pier Paolo Pasolini (Il Saggiatore)
Era stata data per persa ma, rispuntata nel 1995 nell’archivio della rivista “Filmcritica”, finalmente si può leggere la versione integrale de La Nebbiosa, sceneggiatura di un film non utilizzata dai registi che la commissionarono (ma che vide la luce nel 1963 col titolo Milanonera) che Pier Paolo Pasolini scrisse nel 1959. Buttata giù in una ventina giorni (“in un alberghetto a lavorare come un cane”), narra la notte brava dell’ultimo dell’anno di alcuni teddy boys- presentati al Poeta da Umberto Simonetta- il Teppa, Tony detto “Elvis”, il Contessa, Mosè, il Gimkana, Rospo e Cino. Una crudele satira nei confronti della Milano del boom, dei grattacieli Galfa e Pirelli, un ritratto spietato di quella “gioventù insofferente e incattivita, che alla superficialità risponde con superficialità e alla crudeltà con la crudeltà”.

La novità #2

Un elefante in sala d’attesa, di Florence Ollivet-Courtois (ADD editore)

In Francia c’è una veterinaria specializzata in animali esotici e selvaggi, si chiama Florence, e nella sala d’attesa del suo studio non è strano imbattersi in tigri, giraffe, lupi o altre belve. Nel suo simpatico libro, vincitore del premio Accademia di Francia, racconta il quotidiano esercizio, i rischi e le soddisfazioni della sua particolare professione. Imbracciare un fucile ipodermico per sparare proiettili narcotizzanti, fare a uno scimpanzé la quotidiana iniezione di insulina, entrare (nel vero senso della parola) nel ventre svuotato di un elefante, ricevere un ceffone da un gibbone. Insomma, anche le bestie feroci hanno il diritto di essere curate. Ameno.


La chicca

Dipendenze Granta Italia volume 4, di AA.VV. (Rizzoli)

“Forse la società italiana si accanisce tanto sulle dipendenze perché la vera indipendenza non sappiamo più che cosa sia”. Lo sostiene il premio Strega Walter Siti nel primo editoriale da direttore della rivista Granta Italia, che spera diventi “un posto dove gli scrittori prendano l’abitudine di incontrarsi”. E in questo numero s’incontrano Antonio Moresco che confessa di non riuscire a fare a meno di camminare di notte, Antonio Pascale e le ragazze “con il culo stretto nei leggings colorati” che frequentano American Apparel, che il protagonista del suo racconto ama guardare. E poi ancora la dipendenza dagli oppiacei di Donna Tartt e la cocaina di Juliàn Herbert, oppure la forma di dipendenza (dal progresso) da cui si sono liberati i protagonisti del reportage fotografico di Lucas Foglia. Necessario.

Dallo scaffale

Non posso tradurre il mio cuore, di R.Tagore e V.Ocampo (Archinto)

Sono sessanta le lettere che il poeta e filosofo indiano Tagore e Vittoria Ocampo, la colta saggista e traduttrice argentina, nonché fondatrice della rivista “SUR”, si scrivono nel corso di quindici anni, tra il novembre 1924 e il dicembre 1940.  Da quando lei, “timida e goffa” va a trovarlo al Plaza Hotel di Buenos Aires fino all’ultima lettera scambiata con il figlio di lui. La Ocampo, la “Bideshini” (la misteriosa), affascinata dal carismatico poeta, spinta da un amore mistico, è l’unica donna con cui Tagore parla d’amore, di ideali, di se stesso. Un carteggio inedito e prezioso.

Digital Only

Pendolibro, di AA.VV. (Libreriamo)

Ha la prefazione di Paolo Di Paolo il primo open ebook scritto dai pendolari italiani, scaricabile gratuitamente dal portale Libreriamo. In tutto sono 13 milioni a spostarsi quotidianamente per lavoro su treni, metro, pullman, e impiegano 72 minuti al giorno per gli spostamenti. Quaranta racconti brevi scritti da altrettanti pendolari che narrano esperienze, sogni, incontri e disavventure. Josefina e il ragazzo che vende le sue poesie, Giuseppe e la signora svizzera che racconta della sua separazione a telefono o la ghiacciaia ottocentesca, che il protagonista del racconto di Angelo intravede dal secondo piano del suo treno. Una commedia umana on the road.

 

Francesca Colletti

Pubblicato il mercoledì 13 novembre 2013 - 12:16
 
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stannotuttibene

Stanno tutti bene tranne me

Inizio a leggere il libro e non capisco, sto sdraiato a letto e penso di non capirne proprio nulla di letteratura. Ci sono tutte quelle belle recensioni in giro, ottime impressioni riguardo a “Stanno tutti bene tranne me”. Non ci sto. Solo il mio fiuto mi deve condurre alle belle storie, lasciatemi in pace tuittatori che sapete tutto voi. Continua a leggere »

Pubblicato il mercoledì 13 novembre 2013 - 12:14
 
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5libriin5righe

Un manuale di fuga dai “pifferai” e gli scherzi del destino della Munro

La novità #1

L’attrice di Teheran, di Nahal Tajadod (edizioni e/o)

La scelta tra indossare in un’occasione pubblica come la prima di un film un abito all’occidentale o il consueto velo che si addice a una buona donna musulmana, è il pretesto che la scrittrice iraniana Nahal Tajadod usa per raccontare la storia di Sheyda. Due donne vicine e lontane allo stesso tempo, da un lato Nahal, che ha lasciato l’Iran con l’avvento di Komehini e dall’altro Shevda, l’attrice Golshifteh Farahani nata e cresciuta sotto il Regime islamico, ma entrambe emigrate in Francia. Passioni, abusi, sofferenze, quotidiane lotte, esercizio alla menzogna: storie vere che fanno da sfondo alla Storia di un Paese e dei suoi mutamenti.

La novità #2

Intellettuali del piffero, di Luca Mastrantonio (Marsilio)
“Non hai alcun potere su di me”, fa dire il regista Jim Henson a Sara/Jennifer Connelly, protagonista di Labyrinth. Ma è anche l’invito che Mastrantonio fa ai lettori: guardatevi dagli intellettuali del piffero, “furbi storytellers, cattivi maestri e arlecchini del pensiero”, provocatori, catastrofisti, deformatori dell’opinione pubblica, il cui unico scopo è quello di avere un ruolo. Un manuale di fuga, con tanto di nomi, cognomi e tariffario (vedi alla voce Busi, che non ritira premi, né fa presentazioni per meno di 10mila euro). Polemico ma utile. Anche per gli addetti ai lavori.

La chicca

Adelphiana 1963-2013 (Adelphi)
“Mio caro Emmanuel, le auguro di prendere una cattiva strada”. Con queste parole, Eduard Veniaminovich Savenko, al secolo Eduard Limonov, ha salutato, dopo un’apparizione in una libreria anarcolibertaria e sconsiderate misture di grappa e vodka, Carrère. Lo svela lo stesso autore in un testo inedito inserito nell’Adelphiana, “pubblicazione permanente e sporadicamente visibile”, come spiega Roberto Calasso nell’introduzione. Nel 50esimo anniversario della casa editrice milanese, viene rispolverata la prima rivista del 1971 che conteneva testi inediti di grandi autori (da Bachmann a Wind), per raccontare, attraverso suggestioni, immagini, scritti inediti e non, epistole e articoli, gli oltre duemila titoli pubblicati in mezzo secolo. Imperdibile.

Sullo scaffale

I segnalati, di Giordano Tedoldi (Fazi editore)

“Prima che il caos regnasse tra Fulvia e me fu molto bello”. Inizia così il primo romanzo (del 2006 è la raccolta di racconti Io odio John Updike) di Tedoldi. Il caos di cui scrive è quello che scaturisce dopo l’incidente mortale del piccolo Ruggiero, di cui la Fulvia dell’incipit si sente colpevole. Da qui il protagonista, di cui non si conosce il nome ma solo la sua sconfinata passione per la musica classica, che vive un rapporto morboso con la donna, sprofonda in un abisso di perversione fatto di incontri bizzarri (l’inattesa, il suonatore di aulos, il compositore nazista). Un romanzo onirico, ossessivo, psicotico, privo di riguardi nei confronti della decadenza di una borghesia romana (anche se il paragone con Gli indifferenti di Moravia è eccessivo) simbolicamente rappresentata da un paio di All Stars rosse.

Digital Only

Scherzi del destino, di Alice Munro (Einaudi – Quanti)

“Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti”, lo dice Iacopo nel secondo atto di “Così è se vi pare”. La stessa commedia a cui Robin, giovane infermiera canadese, va ad assistere, indossando il vestito color pistacchio dell’anno prima, solo per rivedere Danilo giovane incontrato sempre ad un’opera shakesperiana. Una breve ma deliziosa commedia degli equivoci che ha il sapore delle opere del Bardo dell’Avon. Un gioiellino.

Francesca Colletti

Pubblicato il lunedì 4 novembre 2013 - 16:53
 
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Copertina Polifonia del disordine

Polifonia del disordine

Il male, poiché possibile, è consustanziale a qualsiasi realtà. L’imperfezione della creatura precede il peccato: prima ancora di trasgredire la legge, la creatura è limitata. Uno sguardo manicheo si domanderebbe: «Salvare o condannare apoditticamente?». Una terza via, passando per il riconoscimento dell’imperfezione come singolarità vivente, è la comprensione esplorante le dinamiche del reale. Il contesto è la leibniziana teodicea, la giustificazione – attraverso una visione polifonica dell’universo – dell’operato di Dio rispetto alla sussistenza del male. Continua a leggere »

Pubblicato il lunedì 4 novembre 2013 - 16:09
 
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sogliacritica

Soglia critica

Due omicidi si susseguono nel giro di pochi giorni nel cuore di Bologna. Sulla scena del crimine una rappresentazione simbolica: una scala, il libro “Bel Ami” di Guy de Maupassant e un messaggio. Da questi elementi, e dalla convinzione che i delitti non siano l’opera di un serial killer, partono le indagini del commissario Scozia e della vicecommissario
Fiorentino. Cosa si nasconde dietro quei delitti? I due poliziotti sono convinti che per arrivare alla verità sia necessario scavare nel passato delle vittime, scoprire ciò che le
accomunava. Ma quando le indagini sembrano puntare i riflettori sul colpevole, la scoperta di un nuovo cadavere rimette tutto in discussione. Continua a leggere »

Pubblicato il lunedì 4 novembre 2013 - 11:44
 
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