copertina romanzetto lumpen

Un romanzetto lumpen

Bevete di tutto, in primis le balle. «Sono una sfumatura», proclama l’homo pungiball insapiens per autoattribuirsi una speciale singolarità, stampata sottobanco come le etichette della birra d’accatto. C’è chi vende. C’è chi compra. C’è chi ammazza. C’è chi muore. I mestieri eterni sono la puttana e l’assassino. Spesso, in virtù di una cosmologica coazione a ripetere, puttana e assassino coronano il crimine con un matrimonio, per poi annegare ogni sentimentalismo in un noioso accoppiamento lubrificato da untuosi talk show. Molti elettori credono si tratti di una storia d’amore.

Senza dare follemente saggio di scrittura spazzatura, possiamo ingoiare umilmente uno dei manifesti metodologici di Artaud: «Tutta la scrittura è porcheria. Tutta la razza dei letterati è porca». La scrittura è suina come tale o come riflesso del mondo assassino-meretrice? Il letterato è un maiale in quanto letterato o poiché, così di primo acchito, è un essere umano?

Cosa cambia se gli occhi sono aperti o chiusi? Il peggio fuori di noi è identico al nostro peggio. Alcuni gridano: «Fascismo o barbarie». Chi spera nei fascismi per ordinare la confusione propina un diverso porcile, e chi idealizza la libertà senza vincoli non conosce gli effetti collaterali del capitalismo senza legge: la pornografia globalizzante, come nota un profetico Schwarzenegger in Danko. Il mondo è così squallido che i film porno hanno qualcosa da insegnare, e così infame che la gente stupida – alla fine della fiera – ha sempre ragione. Vedere l’autenticità dell’altro è un miraggio perché, se si accorge della nostra vicinanza, nasconde i suoi valori come certe particelle di Heisenberg. Pensare che il mondo si divida in due è logico: la prima metà si compra, la seconda si vende. L’essere-nel-mondo potrebbe essere sintetizzato dall’essere-troia-che-compra.

Poi arriva quell’incontro che spazza via tutto, perché la verità non è una teoria, né una proposizione. La verità è un incontro. L’amore non è un sotterfugio, l’allegria non è indifferenza, le parole «futuro» e «cambiare» hanno un senso, la letteratura è un cocktail inebriante di mondo e poesia: Bianca, Bolaño.

 

Recensione a cura di Idolo Hoxhvogli

Roberto Bolaño, Un romanzetto lumpen, Adelphi, Milano

Pubblicato il giovedì 16 maggio 2013 - 15:58
 
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