Capitolo 9 C di Elena Simonetti

Martina, aspettò senza quasi respirare la reazione di M. a quelle parole troppo forti … forti anche per lei che le aveva pronunciate, quasi senza accorgersene.

“Eliminarli? ma… ti rendi conto Martina …. di cosa stai dicendo?”

“Daccordo… daccordo, è stato un pensiero pazzo fatto solo dalla disperazione del momento, noi siamo brave persone e non dovrebbero neanche sfiorarci questi pensieri… la rabbia di sapere che quei due loschi figuri c’entrano con la morte di mio fratello Franco mi ha fatto pensare di rendergli pan per focaccia… ma non siano noi che possiamo decidere il destino di altri uomini”…Martina, portandosi le mani fra i capelli disse con un filo di voce: “ma dimmi .. ora cosa si fa??”.

M. la guardò con tenerezza, con una luce viva negli occhi che lasciava trasparire il sentimento che stava crescendo nel suo cuore…: “Stai tranquilla, in un modo o nell’altro ne usciremo fuori… per il momento dobbiamo allontanarci da questo posto… ho bisogno di pensare, bisogna fare un piano, e subito”.

Attraversarono il parco, si era ormai fatto tardissimo…. mano nella mano cercarono un posto per dormire nelle vicinanze.. non era consigliabile ritornare nei loro apartamenti, e poi entrambi desideravano stare insieme, vicini per affrontare quel gigantesco problema che li stava annientando.

Entrarono in un Bed & Breakfast  che dava sull’atro lato del parco, erano stanchi…ma il desiderio di abbandonarsi l’uno nelle braccia dell’altra  era più forte… La notte arrivò e li trovò insieme, Si erano amati con passione, si erano voluti con tutti i loro sensi e poi, la stanchezza,  aveva preso il sopravvento e Martina si era addormentata mentre il sonno di M. tardava ad arrivare… “ho dormito tanto senza volerlo veramente trascinato nelle braccia di Morfeo da quel losco figuro del Signor D che adesso non riesco più a farlo…. “

L’alba li trovò abbracciati, M. si scostò con delicatezza da Martina, la guardò con tenerezza, il suo viso era illuminato dalla luce che proveniva dalle tapparelle della camera…la luce non era ancora così intensa, M scostò la tenda e guardò giù…. Un uomo portava già a spasso il suo cane e lasciatolo libero del guinzaglio gli lanciava un bastoncino, ed il cane che somigliava tanto al suo Lapo, lo riportava sempre allo stesso modo, qualsiasi era la direzione che il padrone faceva prendere al bastoncino, il cane lo riportava sempre allo stesso posto…. aspettando felice il nuovo lancio….

Ad un tratto, M.  ebbe un’illuminazione… “Adesso ho capito….. era lì la soluzione… era davanti ai miei occhi e non riuscivo a vederla….. adesso so’ cosa devo fare per mettere definitivamente la parola fine a questa storia”… Si vestì in fretta, senza badare a Martina che si era rigirata da un lato e che come un’adolescente continuava a dormire.

Uscì, chiudendosi nel soprabito, ebbe un brivido, dando la colpa al freddo mattutino di quella giornata di ottobre… ma dentro di sè sapeva che era un brivido di paura, di ansia per ciò che stava per fare.

Ogni volta che si era trovato di fronte al Signor D, vi era stata sempre una nebbia che faceva capire che era caduto in uno stato di dormiveglia, quando si svegliava riusciva a capire che aveva dormito per il semplice fatto che nel sonno aveva visto quasi sempre persone non reali o che non c’erano più….  Voleva capire se quei viaggi onirici venivano effettuati per ipnosi o se veramente veniva trascinato in un atra dimensione.. Arrivò in ufficio e decise di parlare con Poletti… Lui gli doveva delle spiegazioni e, non gli avrebbe fatto del male davanti ai suoi colleghi…

Poletti, era lì nel suo ufficio, era indaffaratissimo e quando vide M. ebbe un senso di fastidio: “allora è ritornato sui suoi passi, ha deciso cosa vuole fare della sua misera vita?? M. ebbe un sussulto, dietro di lui il Signor D. sogghignava, si avvicinarono entrambi toppo vicini. Poletti  lo strattonò facendogli perdere l’equilibrio, M. indietreggiò mettendo un piede in fallo, con una smorfia rovinò giù  lungo le scale mentre la testa gli girava pensò: devo tornare al punto di partenza…. si ritorna sempre al punto di partenza… mentre M perdeva i sensi pensò al  bastoncino che il cane riportava sempre indietro…

M. aprì gli occhi … Poletti appena lo vide riprendersi, tirò un sospiro di sollievo…: M. l’ ho cercata per mare e per monti, dove si era cacciato? Ho grandi notizie…. La persona che Le ho fatto incontrare ieri ha deciso di acconsentire ad un nostro progetto e vuole che se ne occupi lei in prima persona…. il progetto ha a che fare con la telecinesi…. Se lei acconsentirà potrà avere una parte variabile dello stipendio con molti zeri… che dice acconsente?…                M. non capiva … ma Lei ieri ha detto….”Sciocchezze”… disse “tutte sciocchezze oggi è cambiato tutto, su su si riprenda e si metta a lavoro… …. Bravo”…. e scomparve nella sala riunioni….

M. si ritrovò seduto alla sua scrivania…. Girò la testa e da lontano Martina gli stava sorridendo… era stato tutto un sogno?? Come se un grosso macigno si fosse sollevato dal suo stomaco M., ancora incredulo, capì che la sua mente aveva giocato con la fantasia del limbo…. Ho sognato, ho sognato tutto….. Poletti dalla grande sala riunioni, lo spronò nuovamente a mettersi al lavoro, M. sconcertato ma felice  girò sulla sua grande sedia di pelle nera, facendo stridere le rotelle, lanciò in aria i progetti che erano sul tavolo…. Riguardò Martina…. Quella parte del sogno era stata molto reale, aveva ancora il suo sapore sulle labbra…. Mandandole un bacio, disse piano tra sè… “noi cominceremo daccapo qualcosa che ho solo sognato… ma adesso so che ti amo anch’io…”.

M. si mise a lavoro in quella strana giornata d’autunno… consapevole di aver avuto una lezione dal suo stesso subconscio… la vita andava vissuta fino in fondo attento ad ogni dettaglio e vissuta come se si dovesse lasciare da un momento a l’altro…. mai avere dei rimpianti viverla con la consapevolezza di essere di passaggio ma di non trascurare le bellezze che ci circondano…. Distrattamene girò la testa verso la strada, al di là della sua finestra e con la coda dell’occhio notò appena un’ombra di un uomo che girava l’angolo con un cappello alla borsalino, un brivido di sudore freddo gli percorse tutta la schiena…

Pubblicato il lunedì 29 aprile 2013 - 15:11
 
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