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La gatta

Alain e Camilla sono una giovane coppia di sposi. Vivono in un bizzarro appartamento al nono piano di un palazzo da cui ammirano la città di Parigi, ma non è quella la loro casa. Dopo i lavori di ristrutturazione torneranno nella vecchia dimora familiare di Neuilly con il grande odoroso giardino in cui è cresciuto il piccolo Alain.

Si sono sposati a maggio, tuttavia già a giugno il loro matrimonio inizia a scricchiolare.

“ Fu verso la fine di giugno che l’inconciliabilità si stabilì fra di loro come una stagione nuova, colle sue sorprese e, talvolta, coi suoi piaceri. Alain la respirava come un’aspra primavera inserita in piena estate”

Che cosa c’è che non va? Che cosa o chi scombussola così improvvisamente il loro legame?

Saha, la gatta dal pelo morbido e lucido, Saha, la gatta certosina, che da tre anni è la compagna fedele e amatissima di Alain.

Camilla comincia a nutrire verso di lei una sorta di gelosia, incredibile e irrazionale, ma violenta e senza possibilità di scampo fino al giorno in cui tutto precipita e Camilla fa il gesto più folle e inutile che mai potrà restituirle, intatto e assoluto, l’amore di Alain.

Colette osserva con sguardo lucido la vita di Alain, Camilla e Saha.

La gatta rappresenta tutto ciò che l’uomo non è disposto ad abbandonare del suo passato. Ha ormai venticinque anni, ha ereditato dal padre la ditta di famiglia, ma si nota in lui una certa resistenza a crescere, un desiderio di accucciarsi nel ricordo dell’infanzia e della non lontana adolescenza.

Camilla, d’altronde, è giovanissima, ha appena diciannove anni, e non è pronta, se non superficialmente, a essere moglie. Nel mezzo c’è Saha, l’innocente ma ostinata gatta che felinamente rivendica il suo posto nel cuore di Alain.

Colette scrive in modo magistrale una storia che ha in sé qualcosa di assurdo e di banale, una storia che tra le sue mani diventa emblematica e si fa racconto di realtà.

recensione a cura di Patrizia Bartoli

Pubblicato il giovedì 24 gennaio 2013 - 18:28
 
Commento (1) | 24.01.2013

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