Capitolo 6F di Davide Masera

Avete mai provato quanto è fastidiosa una luce forte dopo il buio completo? Ecco, allora sapete come si sentì M. in quel momento.
Quando i suoi occhi si abituarono, vide che si trovava in un grande prato verde. Non riconosceva il posto, ma trasmetteva una sensazione di pace.
Non è reale, io sono in ufficio pensò devo assolutamente svegliarmi!
Si concentrò per cercare di scappare da quel luogo, quando un suono che non sentiva da anni lo fece voltare.
In lontananza vide una sagoma conosciuta e i suoi occhi si inumidirono.
“Lapo!”
Il suo golden retriever stava correndo nella sua direzione abbaiando e lui si accovacciò per terra per accoglierlo tra le sue braccia.
“Lapo! Dove sei stato? Che bello che sei!”
La sua felicità era enorme e per qualche minuto dimenticò la sua situazione, giocando col cane e rotolandosi nell’erba insieme a lui.
“Se aspetti ancora un po’ i tuoi biscotti si raffredderanno.”
La voce veniva dalle sue spalle e quando si girò M. vide una casa che prima non c’era, apparsa dal nulla, e sulla porta la nonna Tilde.
In quel momento tutta la felicità sparì e si ricordò che era tutta un’illusione, tutto un maledetto sogno.
“Tu non sei la mia nonna e tu non sei Lapo!” riconobbe a malincuore.
Una grande nube oscurò il sole, la casa sprofondò nel terreno e la figura avvizzita della nonna si contorse e mutò, fino a diventare un uomo slanciato ed elegante: Mister D era di fronte a M.
“Perché ti ribelli?” chiese con voce triste, ma comunque affascinante “Non vuoi essere felice?”
“Chi diavolo sei tu veramente?” urlò Marco.
“Il diavolo… qualche volta sono stato definito così, alcune volte stregone, elfo maligno o altri nomi che non ricordo più. Ad ogni modo, scegli quella che preferisci, perché tanto nella vostra lingua non esiste un termine che mi descriva.”
“Nella nostra lingua? Tu non sei umano?”
“Mi sembra evidente.” la voce di Mister D. non era più così piena di fascino, ora trasmetteva una grande inquietudine.
“Qual è il tuo scopo allora? Succhiare la vita alla gente come un vampiro?”
“Niente di così teatrale” sorrise Mister D. “Io offro felicità e gioia a chi non ne ha e ne ricevo un compenso.”
“Quale felicità?!? Questo non è reale, è solo un’illusione, al mio risveglio sarò sempre il solito M.!”
“Quello è una conseguenza della tua vita, o meglio non-vita, degli ultimi anni; non puoi dare la colpa a me se ti sei lasciato scorrere addosso tutto finora. Io non posso cambiare la realtà, quello era compito tuo; io posso offrirti una consolazione, un po’ di stacco dalla persona triste che sei diventato.”
M. rimase bloccato. Avrebbe voluto rispondergli a tono, aggredirlo, ma in cuor suo sapeva che Mister D. ci aveva visto giusto.
Parliamoci chiaro pensò ho un lavoro che odio, dei colleghi che non sopporto, non ho nessuno che tenga a me…
Alzò lo sguardo verso Mister D. e vide che sorrideva e in quel momento ebbe la sensazione che avesse sentito i suoi pensieri.
La cosa lo fece rabbrividire.
“Perché hai scelto me?” chiese M. per cambiare discorso.
“Io non scelgo mai, sono gli altri a farlo. Nessuno è mai arrivato fino in fondo, tutti a un certo punto decidono che hanno perso abbastanza e decidono a chi toccherà dopo di loro.”
M. era allibito.
“Quindi…” balbettò “…chi è stato a…?”
“Il tuo caro Poletti. Vedi, a lui ho regalato molte ore di felicità, ma poi voleva smettere e gli ho chiesto chi volesse scegliere. È toccato a te.”
Ora dentro M. c’era solo più un unico grande sentimento: rabbia!
“Quel gran bastardo!”
“Oh, non prenderla sul personale, avevate appena litigato e aveva il dente avvelenato.” sorrise, inquietante come non mai “Mi sembravi un buon soggetto, la classica persona che ha bisogno di quello che offro io, ma mi hai deluso. Stai opponendo troppa resistenza e quindi basta così.”
M. rimase in silenzio a fissare quell’uomo (uomo?) cercando di carpire i suoi pensieri, ma l’espressione gentile e affascinante rivelava un muro impenetrabile.
“E quindi?”
“Devi passare questo dono a qualcun altro, ma questa volta sarà diverso: dal momento che mi hai osteggiato troppo, sarò io a proporti la prossima persona.” lo guardò dritto negli occhi e poi disse “Martina.”
Da quando il sole era sparito ed era apparso Mister D. quel luogo era diventato silenzioso e cupo, ma dopo l’ultima frase a M. sembrò il posto più inquietante del mondo.
Una sensazione di freddo e paura lo invase fin nel midollo.
“Martina? Ma…” cercò di proseguire, ma la voce gli morì in gola.
“Sei libero di parlarne con lei se vuoi.” un sorriso falso si dipinse sulla bocca di Mister D. “Credi che non si sacrificherebbe per salvarti la vita? Povero sciocco, sei così concentrato a buttare via la tua vita che non ti sei accorto che è follemente innamorata di te.”
Martina innamorata? A M. sembrava impossibile, si conoscevano da una vita ed erano sempre stati amici. Innamorata? Si ripeté incredulo. Non è possibile.
Poi però ripensò a tutti gli ultimi anni, a come fossero legati, a come lei lo cercasse sempre e in ogni momento, al fatto che fosse sempre presente, che ridesse alle sue stupide battute.
Forse ha ragione…
“Non potrei mai chiederglielo!!!” sbottò alla fine.
“Mettiamola così, presto o tardi sarai costretto a decidere se morire o vivere. La scelta è questa: la tua vita o quella di Martina.”
La rabbia esplose nella testa di M. e scattò in avanti verso di lui, ma si ritrovò a colpire il vuoto.
“Andiamo, stai scherzando? Come pensi di poter…” Mister D. venne interrotto da un morso al polpaccio che gli strappò un urlo.
Era stato Lapo, che non si era mai allontanato dal suo padrone. Si avventò su Mister D., mordendolo ovunque, finché quest’ultimo non sparì.
“Bravo il mio cucciolo” disse M. andando ad accarezzare Lapo. “Andiamo, accompagnami a cercare l’uscita da questo sogno e poi vedrò come risolvere la situazione.”
Lapo per tutta risposta gli leccò la mano.
M. si alzò e iniziò a camminare, senza sapere bene dove andare.
Prima che il cane si alzasse, il suo muso mutò leggermente, rivelando un sorriso inquietante che M. conosceva bene, ma, purtroppo per lui, in quel momento era girato dall’altra parte e non lo vide.

Questo capitolo partecipa alla scrittura collettiva del sesto capitolo del libro di 24Letture. Metti un Like su questo capitolo per votarlo!

Pubblicato il lunedì 3 dicembre 2012 - 12:01
 
Commenti (3) | 3.12.2012
Commenti
  1. cesare scrive:

    Bello, continua così!

  2. davidemasera scrive:

    grazie mille :D

  3. Laura Barbangelo scrive:

    Ciao Davide, complimento per il tuo capitolo mi è piaciuto molto.
    Ringrazio anche te per aver parlato del personaggio di Martina e spero che possa avere degli sviluppi.
    Chissà se Marco deciderà di passare il “dono” alla sua amica Martina, oppure no, sono proprio curiosa! Attendo nuovi sviluppi della storia. Spero di poter rientrare presto anch’io a dare ancor il mio contributo alla storia. Complimento ancora, bravo!

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