Capitolo 6 D di Giulia Madonna

Il buio era intenso da togliere il fiato ma M. prese coraggio e non si lasciò intimorire da i soliti giochetti di D,  fece un grosso respiro  ed entrò deciso con incedere risoluto.
La stanza era in penombra.
Le tende erano tirate per ripararsi  dal sole intenso che  a quell’ora puntava dritto dalle finestre. Quell’oscurità rarefatta regalava alla stanza un’atmosfera tetra e agghiacciante.
Tutto sembrava irreale, come se il tempo fosse sospeso. Ma M. cercò di non farsi travolgere dalle sue solite paure e provò a mostrarsi forte.
Poletti e D erano uno di fronte all’altro ai lati opposti della scrivania. Si girarono entrambi di scatto e alla vista di M. rimasero sorpresi: fu interrotto improvvisamente il loro dialogo.
Poletti fissò M. con il suo solito sguardo odioso e quel suo sorrisetto freddo e beffardo:
“Bene, è già qui? Non mi dica, la sua relazione è già pronta!Sarebbe un vero miracolo visto il suo lassismo degli ultimi tempi!”
“Non sono qui per la relazione. Voglio capire cosa avete da confabulare! Voglio sapere la verità! Tutta la verità e senza giochetti!”
“Cos’è quel tono? E’ forse impazzito?La smetta  di giocare a fare il duro perché non ne ha né la stoffa né tantomeno il coraggio!! Piuttosto ringrazi l’illustre dottor…”
Poletti s’interruppe ed esitò a pronunciarre il nome di D, preso da improvviso torpore, ma poi riprese:
“…non ha fatto che tessere le sue lodi per convincermi che lei può rappresentare una importante opportunità per la nostra azienda e che ha ancora bisogno di tempo per esprimere interamente le sue capacità. Beh! Io, nonostante la mia proverbiale riluttanza a lasciarmi ammorbidire da qualsiasi segnalazione, non so perché, ma oggi mi sono lasciato trasportare dalle belle parole del dottore. Nonostante sia davvero sorpreso che ci sia qualcuno che possa avere fiducia in lei, sa cosa faccio?Provo a darle ancora fiducia!”
M. era sorpreso e non riusciva a immaginare cosa mai D avesse potuto raccontare a Poletti tanto  da renderlo improvvisamente meno odioso e aggressivo del solito nei suoi riguardi.
Non si fidava, sentiva che c’era qualcosa sotto perché niente poteva andare liscio in presenza di D.
L’aria era pesante e tesa ma poi il silenzio fu interrotto dalla voce di D:
“Dottor Poletti, M. è davvero un ragazzo pieno di risorse! Gli dia ancora un po’ di tempo e vedrà che non se ne pentirà. Mi creda, io conosco bene il suo grande talento!”
M. era confuso.
Era incredibile che proprio D che, dalle prime luci dell’alba, lo aveva tormentato con il suo terribile gioco del tempo e del sonno, ora fosse disposto a prendere le sue difese e, forse, a salvarlo.
Poi fu Poletti a prendere la parola:
“Allora, facciamo così: torni alla sua scrivania e vada a terminare la relazione. Le concedo mezzora! Ora vada! E non mi faccia pentire di ciò che sto facendo…”
Poletti si mise le mani fra i capelli, come se fosse già pentito della nuova possibilità regalata a M.
M., come preso da una forza sconosciuta e al di fuori della sua volontà, ubbidì improvvisamente al capo e con zelo si diresse nuovamente alla sua scrivania per svolgere celermente e egregiamente il compito assegnatogli.
Arrivato al suo computer prese a scrivere la relazione con una tale passione e discernimento che neppure lui credeva alla velocità delle sue mani sulla tastiera e alle idee che, repentine e risolute, prendeva spazio nella sua mente.
In un battibaleno la relazione fu completata e M. era già davanti a Poletti con i suoi fogli in mano e tutto lo stupore e la soddisfazione del capo.
“Ma bene! Eccellente! E’ così che la voglio da oggi in poi. Se continua così dovrò davvero ringraziare il dottore e le sue raccomandazioni…!
D era lì che fissava M. col suo sorriso bieco e lo sguardo tagliente, sicuro che oramai lo avesse in pugno, una volta per tutte.
M. restava zitto e preoccupato.
Tutto era accaduto al di fuori della sua volontà.
Si era sentito una marionetta nelle mani di D, che aveva imbastito per bene la sua truffa.
Ma dopo qualche esitazione, M. ebbe un sussulto, un barlume di orgoglio:
“Basta! Il suo sporco gioco finisce qui! Rivoglio la mia vita e la mia libertà da lei e non m’importa se ciò dovrà costarmi tanto, forse, anche troppo!”
Poletti sgranò gli occhi sbalordito e riprese ben presto il suo solito ghigno accompagnando la furiosa uscita dalla stanza di M. che, sbattendo la porta rumorosamente, se ne andò.
M. era sicuro.
Non voleva essere preda o ostaggio di D.
Non voleva essere grato a D per rialbilitarsi agli occhi del terribile Poletti.
Non era quella la vita che sognava.
Non era soddisfazione o felicità quella che D  gli stava offrendo.
La sua vita e la sua felicità erano altrove e M., era certo, che le avrebbe raggiunte da solo e con le sue forze, senza gli strani giochetti di D.
Uscendo con fatica dai suoi pensieri pesanti si trovò davanti gli occhi dolci e accoglienti di Martina che, con il suo solito sorriso, gli andò in contro.
“M. cosa è accaduto? Ho sentito che urlavi! Dai, vieni che ci prendiamo un caffè e facciamo due chiacchiere…”
Martina avvolse con le sue braccia M.
Il calore dell’abbraccio lo riportò dolcemente al mondo e ora la sua rabbia sembrava acquietata.
Erano quelli i momenti più belli per M., quando Martina gli dimostrava la sua amicizia e lui si lasciava cullare in quel dolce calore.
Era la stessa amabile sensazione che in passato gli aveva regalato il suo amatissimo amico Franco, sempre presente e risolutivo, sempre incoraggiante e pacifico, una vera manna celeste che immancabilmente arrivava provvida nelle giornate più tristi e buie.
Ora, in mancanza di Franco, era lei, Martina, la detentrice del bene e della luce che riusciva con il suo splendido sorriso a risollevare anche la peggiore delle giornate.
Così, stretti in quel abbraccio, portatore sano di amicizia e serenità, si incamminarono verso la loro pausa dai pensieri e dalle frustrazioni che quella giornata lavorativa aveva lasciato sulla loro pelle.
M. si sentiva già al sicuro e si lasciò scivolare dentro quella bella sensazione.

Questo capitolo partecipa alla scrittura collettiva del sesto capitolo del libro di 24Letture. Metti un Like su questo capitolo per votarlo!

Pubblicato il lunedì 3 dicembre 2012 - 12:00
 
Commenti (19) | 3.12.2012

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