Capitolo 6 C di Michelangelo Caravella

Emergere dal sogno fu come raggiungere la superficie dell’acqua durante un immersione in apnea. Era senza fiato.

M. era nel suo letto quello che aveva comprato da solo quando era andato a vivere per conto suo, tutto intorno era buio non si vedeva neanche la flebile luce della radiosveglia a led che teneva li a portata di mano sul comodino cerco a tentoni l’interruttore della lampada, con i polpastrelli segui il cavo elettrico sentendo della polvere sotto le dita,” doveva seriamente dare una pulita”, trovo il pulsante e lo fece scattare ma la lampada non si accese,fu solo allora che si accorse della sirena d’allarme che  in sottofondo ululava nella notte , un altro blackout! Come se quel sogno non fosse stato sufficiente e mettergli l’ansia.

Si alzo dal letto, al buio è fradicio di sudore si incammino  verso il bagno attento a non sbattere contro i mobili. Si spoglio della t-shirt dell’happy rock caffè di Londra la usava per dormire perché lo faceva sentire in vacanza, si sciacquo il viso e mise una maglietta asciutta , in quel momento tornò la corrente la luce al neon invase la camera da bagno, l’orologio segnava le 03:17, “bene” penso fra sé M. “almeno ho altre 3ore di sonno, prima di andare in ufficio e di incontrare Poletti….” Interruppe quel pensiero non era il momento di pensare, aveva fatto quello strano sogno forse era in tempo a riprenderlo penso alla parola TEMPO e sorrise che strano sogno. Uscito dal bagno spense la luce e torno nella camera da letto li era ancora buio, la radio sveglia lampeggiava, si era resettata da sola a causa del blackout , seduto sul bordo del lettone M. sbadiglio e ponderò l’idea di regolare di nuovo l’ora, ci pensò solo un istante ma poi accantono l’idea fu allora che una voce parlò:

<E’ per questo che ti ho scelto sai, a te non frega niente del tempo o mi sbaglio?

Il Signor D. era elegantemente accoccolato sulla poltroncina che M. aveva in camera, aveva spostato i vestiti sul pavimento senza curarsene più di tanto e al buio lo scrutava.

<Cazzo cazzo cazzo merda!

Impreco M. cercando di  fare luce, armeggiò per un istante con l’interruttore del comodino e nel contempo cadde sul pavimento con tonfo, sgomento guardò la figura che da sotto ad un altro capello con una tesa molto più larga sorrideva e si crogiolava nella paura delll’altro.

<Rimani calmo..non voglio farti male

Disse il signor D

<Be calmo e una parola grossa detta da uno che si introduce in casa altrui nel cuore della notte!

<Mi hai invitato tu non ricordi?

<Quando? Fino a 2 minuti fa eri solo un sogno!

<Be nel tuo sogno mi hai invitato ad unirmi a  te quando eravamo al bar quindi…

<Quindi non vedi il motivo per non introdurti in casa altrui?!

<Si e così …. come vedi io sono qui ed ora ascolta. Il primo giro era diciamo offerto dalla casa, il sogno che hai fatto era l’assaggio e credo ti sia piaciuto ora…

Il Signor D. fece una pausa ed effetto

<..Ora e tempo di formalizzare

Dicendo questo pose un accento sull’ultima parola ed indico lo scrittoio che M. aveva in camera,

M. segui lo sguardo del Signor D. sullo scrittoio c’era un vecchio foglio in pergamena, una penna d’uccello con un calamaio, il Signor D schiocco le dita e si accese una candela, le ombre cominciarono a danzare sui muri, Il Signor D indicò la pergamena e disse

<Leggi…

M. si alzo dal pavimento e come ipnotizzato dalla fiamma lentamente si avvicino allo scrittoio, prese il foglio fra le mani e comincio a leggere, quando finì l’adrenalina cominciò a salire, fu allora che arrivo la Paura…….

Questo capitolo partecipa alla scrittura collettiva del sesto capitolo del libro di 24Letture. Metti un Like su questo capitolo per votarlo!

 

Pubblicato il lunedì 3 dicembre 2012 - 11:59
 
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