Archivi del mese: dicembre 2012

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Leggere gli ebook a 300 km orari e la morte degli e-reader

Dieci rivoluzioni della lettura prima dell’avvento degli ebook  http://bit.ly/UhdjdL

Leggere gli ebook a 300 km all’ora. Accordo tra RCS Libri e Ntv per la lettura digitale sui treni Italo http://bit.ly/U6u4rb

A che servono i lit-blog? http://bit.ly/Tu6oM7

I migliori dieci articoli di Publishing Perspectives sull’editoria digitale http://bit.ly/UhenOQ

Ogni volta che un tablet viene acquistato un e-reader muore http://bit.ly/VTXohD

Giovanni Pascoli sbarca sul web: per il centenario della morte del poeta, oltre 60 mila documenti disponibili online http://bit.ly/Tu5bnU

Corea, Indonesia e Turchia, i tre mercati editoriali in via di sviluppo da tenere sott’occhio http://bit.ly/U3P3ec

Come ridursi all’editoria. Prima della corsa alla presenza editoriale sui media digitali è consigliabile un ripensamento del mestiere editoriale http://bit.ly/Uhj8bh

Pubblicato il venerdì 21 dicembre 2012 - 15:39
 
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Matrimoni pericolosi e gelo che modifica le esistenze

La novità #1 Lorenzo Pellegrini e le donne, Enrico Brizzi (Italica edizioni)

Avere vent’anni negli Anni Cinquanta, essere uno scanzonato giornalista in erba, e per di più un vespista innamorato. Il ritorno di Enrico Brizzi all’editoria indipendente: dopo l’esordio anconetano di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, lo scrittore bolognese affida il terzo titolo dell’Epopea Fantastorica Italiana alla casa editrice Italica, di cui è direttore editoriale. Un romanzo che è un inno alla giovinezza e un affresco di vizi, virtù, personaggi e usanze di una nazione.

 

La novità #2 Pappa Mondo 2013 AA.VV (Terre di Mezzo)

Da sedici anni è la guida per eccellenza per tutti i milanesi che vogliono scoprire i piatti più originali e succulenti della cucina etnica in città. Oltre 500 ristoranti take away e negozi di alimentari etnici, indirizzi, numeri di telefono, orari, piatti forti e prezzi. In più un’utile mappa della città con l’ubicazione di tutti i locali e un prezioso vocabolario per muoversi con destrezza tra ingredienti e cibi esotici.

 

La chicca Amélie Nothomb Maxi (Voland)

Chi l’ha amata (ma anche chi non la conosce) non potrà fare a meno di questa raccolta: 640 pagine perfide, vitali e ironiche della prolifica scrittrice belga che pubblica almeno un libro all’anno. Cinque tra i suoi romanzi più famosi, da Stupore e tremori, il racconto autobiografico del suo ritorno in Giappone, suo paese d’origine, e della sua esperienza nella multinazionale Yumamoto, fino a Né di Eva né di Adamo che narra delle peripezie sentimentali di quel periodo. Passando per Metafisica dei tubi, il racconto scanzonato dei suoi primi anni di vita.

 

Dallo scaffale Il freddo modifica la traiettoria dei pesciPierre Szalawski (Rizzoli)

Metti un bambino che chiede al cielo una mano per far tornare insieme i genitori che hanno deciso di separarsi, un bizzarro matematico che studia la teoria dei nodi seguendo le traiettorie dei pesci e una sensibile ballerina di night. E poi ancora una coppia di “fratelli” incapace di fare outing, un cantante fallito innamorato della moglie che l’ha abbandonato e una tempesta di ghiaccio che blocca la città di Montreal. Gli ingredienti per una favola buonista e leggera, ma delicata, perfetta come lettura per le vacanze di Natale.

 

Digital Only L’amore bugiardo, Gillian Flynn (Rizzoli First)

“Leggere L’amore bugiardo vuol dire dare un nuovo significato all’espressione relazione tormentata”. Ci ha visto bene il lettore americano che ha scritto questa recensione su Amazon Us, perché il thriller di Gillian Flynn, amato persino dalla Carrie di Sex&The City e che ha venduto due milioni di copie, è un viaggio amaro nel lato oscuro delle relazioni amorose. Le due versioni dei fatti scritte da Nick e Amy, vi terranno incollati fino al sorprendente epilogo. Perché, come scriveva Nietzsche, “c’è sempre un grano di pazzia in amore”.

a cura di Nora Bernancle

Pubblicato il lunedì 17 dicembre 2012 - 15:36
 
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copertina - franz hessel, marlene dietrich

Marlene Dietrich

Marlene Dietrich è la femmina. In quanto femmina è sogno universale del maschile e oggetto di bramosia. È la versione berlinese degli archetipi godimento e piacere, per i quali il maschio non lesina catastrofi e struggimenti. L’attrice è Venus vulgivaga, divinità erotica e mortifera, elemento – quasi freudiano – verso cui si dirige ogni anelito: «Dalla testa ai piedi sono fatta per l’amore, questo è il mio mondo, e il resto è nulla! Non ci posso far niente, son così di natura; non posso far altro che amare, e il resto è nulla». «Gli uomini mi svolazzano intorno come falene attorno a una luce». Continua a leggere »

Pubblicato il lunedì 17 dicembre 2012 - 14:42
 
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Gli ebook erotici di Cosmo e i Dieci Comandamenti in digitale

Secondo Piotr Kowalczyk, il fondatore di Ebook Friendly, – il servizio che aiuta a scoprire ebook eliminando le distrazioni- ogni autore dovrebbe imparare a fare il self-publisher  http://bit.ly/12oXfIE

Cosmopolitan lancia la sua prima raccolta digitale di narrativa erotica scritta da giornalisti della rivista http://bit.ly/12mXiVn

I dieci comandamenti in digitale http://bit.ly/12kPuU5

Progettare la libreria del futuro bit.ly/12kwnK0

Editoria digitale: 13 previsioni per il 2013 http://bit.ly/K6Ft87

Il debutto in digitale di Skira Editore http://bit.ly/12oYdVn

Google lancia Play in Russia http://tnw.co/XkDNsp

Pubblicato il venerdì 14 dicembre 2012 - 12:28
 
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scrittura_collettiva

Chiuse le votazioni del sesto capitolo di #scritturacollettiva: the winner is…

Buon giorno a tutti,
con oggi si chiudono le votazioni del sesto capitolo del nostro libro. Complimenti a Elena Simonetti che con 358 like e la votazione dei partecipanti, si aggiudica la vittoria. Ringrazio tutti voi che avete partecipato e che avete saputo dare risvolti molto interessanti alla nostra storia. Vi ricordo che mancano tre capitoli per concludere questa bellissima avventura insieme e pertanto vi esorto a restare con noi fino al finale tanto atteso.
Da questo capitolo torneranno in gioco tutti, anche i vincitori dei capitoli passati che hanno osservato, commentato e contribuito all’evolversi della storia.
Dal settimo capitolo il meccanismo di votazione e valorizzazione dei voti cambierà! anche noi che siamo stati spettatori piacevolmente affascinati dalle vostre parole, parteciperemo come giuria. Il meccanismo di votazione prevederà quindi tre componenti: voti interni (quelli dei concorrenti), voti esterni (quelli provenienti da fb) e la giuria di 24letture.

  1. Capitolo 6A di Tony Musicco 136 like – 1 voto autore (M. Caravella)
  2. Capitolo 6B di Elena Simonetti 358 like – 1 voto autore (D. Masera)
  3. Capitolo 6C di Michelangelo Caravella 55 like – 1 voto autore (G. Madonna)
  4. Capitolo 6D di Giulia Madonna 110 like – 1 voto autore (E. Simonetti)
  5. Capitolo  6E di Luca Regis 5 like – 1 voto autore (T. Musicco)
  6. Capitolo  6F diDavide Masera 207 like – 1 voto autore (L. Regis)

Vi aspettiamo perchè l’avventura continua e le sorprese iniziano ad essere più vicine! Chi sarà dei nostri? Da oggi fino al 15 gennaio potrete partecipare alla stesura del settimo capitolo.

Vi ricordo che potete leggere tutti i vecchi “capitoli 1″ nell’apposita categoria, così come l’incipit e i successivi

Pubblicato il venerdì 14 dicembre 2012 - 11:49
 
Commenti (4) | 14.12.2012
macchia

La macchia umana

Con questo libro di Roth sono cresciuto come lettore. Ora posso dire di aver assorbito tanta di quella rimbombante complessità, da risultare semplice la visione d’insieme. Ho goduto dei ritratti netti che i personaggi  indossano nel romanzo,  coi loro panni delle mille corruzioni, e delle infinite gabbie del male. Dell’autentica e zoppicante capacità adattiva. Dell’amore costruito nel tempo, e di quello improvviso. Del sesso cosi com’è. Inoltre ho imparato un po’ delle cose accadute in questi anni negli Stati uniti, e nell’Occidente tutto. In fondo posso dire che questo libro ha fatto anche emergere alcuni dei miei misteri oscuri, quindi ignoti, e appena appena percepiti al volgere di certe pagine potenti. Continua a leggere »

Pubblicato il mercoledì 12 dicembre 2012 - 18:12
 
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5libriin5righe

Le saghe familiari cinesi e quelle austriache e un libro che ricorda il Signor G

La novità #1 Il seggio vacanteJK Rowling (Salani)

Abbandonato il maghetto che l’ha resa famosa (e ricca), JK Rowling porta in Italia il suo romanzo per adulti, Il seggio vacante, una storia dal linguaggio esplicito e dalle tematiche forti, dalla tossicodipendenza fino all’abuso sui minori. Omicidi, guerre di potere, rancori e gelosie che negli Usa non hanno conquistato la temutissima Michiko Kakutani, ma che sono valsi alla Rowling il Goodreads Choice Award 2012 per il miglior libro di narrativa e un adattamento televisivo per un serial della Bbc.

 

La novità #2 EreditàLilli Gruber (Rizzoli)

C’è una donna al centro di questa storia, si chiama Rosa Tiefenthaler, ed è la bisnonna della giornalista Lilli Gruber. Una donna colta e libera che affida i suoi ricordi, le sue gioie e le sue paure alle pagine di un diario fin dal giorno del matrimonio con il suo amato Jakob. Una storia personale e collettiva, quella di Rosa, nata austriaca, vissuta in Italia, morta all’ombra del Reich, una donna simbolo dei tormenti di una terra di confine. Per gli appassionati di saghe familiari.

 

La chicca Grande seno, fianchi larghi, di Mo Yan (Einaudi)

Un romanzo censurato in Cina per la crudezza delle testimonianze, ma allo stesso tempo un omaggio alle proprie radici e alla propria madre, questo secondo romanzo di Mo Yan, lo scrittore cinese che riceverà oggi il premio Nobel per la letteratura. Un’epopea familiare, quella degli Shangguan, che si snoda dalla società feudale degli anni Trenta fino al capitalismo di stato, al cui centro ci sono i destini di Jintong, il “bambino d’oro”, quello delle sue sorelle e quello di una Cina in continua oscillazione tra tradizione e innovazione.

 

Dallo scaffale Quando parla Gaber, a cura di Guido Harari (Chiarelettere)

Il 3 gennaio di dieci anni fa scompariva il Signor G, cantautore, regista, attore teatrale e cinematografico e commediografo. Una personalità eclettica, critica, acuta e pungente e un libro scritto per capire chi fosse davvero Giorgio Gaber. Dopo l’autobiografia “Gaber, l’illogica utopia”, Harari propone una selezione di pensieri profetici e provocazioni di una delle maggiori coscienze civili che questo paese abbia avuto. Per i nostalgici.

 

Digital Only: Amazon, Apple, B&N, Kobo. Il periodo dei regni combattenti, Elisa Molinari (Il giornale della Libreria)

Così come nella Cina del 400 a. C. dodici stati combattevano per la supremazia del territorio, nel ventunesimo secolo i tre principali player dei contenuti digitali, lottano per la conquista del mercato europeo del libro. S’intitola Amazon, Apple, B&N, Kobo. Il periodo dei regni combattenti, l’istant book che inaugura la collana ebook dell’Aie che terrà traccia dei fenomeni e delle correnti più innovative che attraversano l’editoria italiana e internazionale. Per gli addetti ai lavori e per chi vuole iniziare a capirci qualcosa.

a cura di Nora Barnacle

Pubblicato il lunedì 10 dicembre 2012 - 14:37
 
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copertina, keynes, le mie prime convinzioni

Le mie prime convinzioni

John Maynard Keynes credeva che il bene, come il colore verde, fosse comprensibile attraverso l’equipaggiamento mentale logico-analitico. Era convinto che, in ogni questione, la bontà di una risposta derivasse dalla chiarezza della domanda: una volta formulata la domanda esatta, chiunque può rispondere correttamente. Si sentiva costretto a comprendere esattamente ciò che provava e affermava. A proposito dell’uomo e delle sue beghe – beghe che gli intellettuali definiscono liricamente «storia» – le sue prime convinzioni mostrano l’appartenenza alla setta utopista dei miglioristi e l’adesione ai loro principi: continuità del progresso morale, affidabilità del genere umano, razionalità e indipendenza di giudizio dell’uomo. Erano queste le sue prime convinzioni. Continua a leggere »

Pubblicato il lunedì 10 dicembre 2012 - 11:30
 
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Gli editori devono immergersi nella tecnologia

Gli editori devono immergersi nella tecnologia”. Parola di Joe Wikert è General Manager & Publisher per O’Reilly Media http://bit.ly/SCWrM8

Tredici suggerimenti sui metadata per gli editori (ma per approfondire comprate il libro) http://bit.ly/RGMU9Y

L’Aie lancia la sua collana ebook. La inaugura Amazon, Apple, B&N, Kobo. Il periodo dei regni combattenti, l’istant book sull’identikit dei principali protagonisti dello stesso universo digitale http://bit.ly/RGR8y6

Da Cuba con amore: portare gli scrittori dell’isola nei mercati esteri grazie agli ebook e alle nuove tecnologie. Ma per farlo serve un cambiamento di mentalità: http://bit.ly/RGOo3U

Dal mommy porn al teen porn: dalla Gb arriva il romanzo sadomaso per gli adolescenti http://bit.ly/SCW8kz


a cura di Nora Barnacle

 

Pubblicato il lunedì 10 dicembre 2012 - 11:16
 
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guide

Le Guide della Storia

Quale collegamento c`è tra degli esseri in una dimensione di luce, un cacciatore in cerca della sua preda, una pietra misteriosa e una bambina di dieci anni? Sarà il Controllore del Governo Mondiale Salomon Damares a doverlo scoprire, in un mondo decimato da un virus, con un`indagine che lo porterà a riaprire vecchie ferite e ritrovare le sue paure, svelando un segreto vecchio come il tempo. Continua a leggere »

Pubblicato il giovedì 6 dicembre 2012 - 12:35
 
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La nobiltà marxista degli anni Venti di Malaparte e l’Italia povera di Bucchi

La novità #1 La Milanese ChicFabiana Giacomotti (Dalai Editore)

Lo sapevi che a Milano ci sono ristoranti “da colazione” o “da ritorno dal week end”? Da soli, in coppia o con i bambini, per scoprire e vivere davvero la città, basta leggere la guida al vivere milanese di Fabiana Giacomotti. Una meneghina doc e chic, nonché docente di Storia della moda e del costume che, grazie ai preziosi consigli e suggerimenti di amici – stilisti, architetti, designer, ciclisti, cuochi e pubblicitari – dispensa dritte per lo shopping e lo stile. Un’ottima idea regalo.

La novità #2 Il ballo al KremlinoCurzio Malaparte (Adelphi)

Un Capo del Protocollo del Commissariato del Popolo per gli Affari Esteri imbellettato e inci­priato, dame frivole, intrighi, scandali, mentre Stalin, dal suo palco all’Opera scruta la grazia della Semënova. «La nobiltà mar­xista non tollera che si parli di lei, e delle sue cose, dei suoi fati. Essa esige il silenzio intorno a sé». Curzio Malaparte però riesce comunque a fare un irriverente ritratto della “nobiltà marxista” della fine degli anni Venti in questo libro segreto, considerato il terzo volume (dopo La pelle e Kaputt) del grande affresco che l’autore fa sulla decadenza in Europa

 

La chicca Italia poveraMassimo Bucchi (Il Saggiatore)

«Bucchi è un sovversivo perché sa pensare e fa pensare», scrive Gianni Mura nella prefazione a questo conturbante (perché evoca emozioni) saggio per immagini del grande  vignettista Massimo Bucchi. Piazza Fontana e gli Anni di piombo, Alfredino, Mani Pulite, i Governi Berlusconi, e persino la Morte della Banda larga. Fatti, contraddizioni, orrori della storia d’Italia in vignette inedite e inaudite, inenarrabili perché da scoprire, una per una.

 

 

Dallo scaffale Storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepulveda (Guanda)

Una fiaba cult che narra la storia del gatto Zorba e della promessa fatta alla gabbiana Kengah. Amore per la natura e per gli animali e una grande lezione di vita dell’autore cileno: “Vola solo chi osa farlo”. Una bella storia di amicizia che ha commosso diverse generazioni di lettori. Da leggere assolutamente. E per chi, dopo averla letta, ne sentirà la mancanza, consiglio Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico.

 

Digital Only Il duelloFederico Geremicca e Carlo Bertini (La Stampa-40k)

Anche se sappiamo come è andata a finire, vale la pena fare il punto della situazione per capire come ci siamo arrivati. Un istant book in cui i due giornalisti de La Stampa raccontano il cammino che ha portato il segretario del Pd Bersani e il sindaco di Firenze Renzi al ballottaggio. Slogan e retroscena, programmi e temi per il futuro del Paese, una ricostruzione di cosa è accaduto durante la lunga stagione delle Primarie. Dal leggere, per verificare se manterranno le promesse fatte.

a cura di Nora Barnacle

Pubblicato il lunedì 3 dicembre 2012 - 13:06
 
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scrittura_collettiva

Siete pronti? partono le votazioni per il sesto capitolo di #scritturacollettiva

Tutti pronti per votare il sesto capitolo del nostro libro? qui sotto trovate i capitoli in gara di questo mese. Come sempre per votare dovete mettere un Like sul capitolo che preferite, potete votarne più di uno, farà fede il numero totale pervenuto entro il 12 dicembre 2012.

  1. Capitolo 6A di Tony Musicco
  2. Capitolo 6 B  di  Elena Simonetti
  3. Capitolo 6 C di Michelangelo Caravella
  4. Capitolo 6 D di Giulia Madonna
  5. Capitolo 6 E di Luca Regis
  6. Capitolo 6F di Davide Masera

Invitiamo i partecipanti alla stesura del sesto capitolo, a votare uno dei capitoli in gara dei colleghi, utilizzando il form che trovate qui sotto. La votazione sarà resa pubblica e concorrerà al 50% per la scelta.

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Vi ricordo che potete leggere tutti i vecchi “capitoli 1″ nell’apposita categoria, così come l’incipit e i capitoli successivi

Pubblicato il lunedì 3 dicembre 2012 - 12:09
 
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Capitolo 6F di Davide Masera

Avete mai provato quanto è fastidiosa una luce forte dopo il buio completo? Ecco, allora sapete come si sentì M. in quel momento.
Quando i suoi occhi si abituarono, vide che si trovava in un grande prato verde. Non riconosceva il posto, ma trasmetteva una sensazione di pace.
Non è reale, io sono in ufficio pensò devo assolutamente svegliarmi!
Si concentrò per cercare di scappare da quel luogo, quando un suono che non sentiva da anni lo fece voltare.
In lontananza vide una sagoma conosciuta e i suoi occhi si inumidirono.
“Lapo!”
Il suo golden retriever stava correndo nella sua direzione abbaiando e lui si accovacciò per terra per accoglierlo tra le sue braccia.
“Lapo! Dove sei stato? Che bello che sei!”
La sua felicità era enorme e per qualche minuto dimenticò la sua situazione, giocando col cane e rotolandosi nell’erba insieme a lui.
“Se aspetti ancora un po’ i tuoi biscotti si raffredderanno.”
La voce veniva dalle sue spalle e quando si girò M. vide una casa che prima non c’era, apparsa dal nulla, e sulla porta la nonna Tilde.
In quel momento tutta la felicità sparì e si ricordò che era tutta un’illusione, tutto un maledetto sogno.
“Tu non sei la mia nonna e tu non sei Lapo!” riconobbe a malincuore.
Una grande nube oscurò il sole, la casa sprofondò nel terreno e la figura avvizzita della nonna si contorse e mutò, fino a diventare un uomo slanciato ed elegante: Mister D era di fronte a M.
“Perché ti ribelli?” chiese con voce triste, ma comunque affascinante “Non vuoi essere felice?”
“Chi diavolo sei tu veramente?” urlò Marco.
“Il diavolo… qualche volta sono stato definito così, alcune volte stregone, elfo maligno o altri nomi che non ricordo più. Ad ogni modo, scegli quella che preferisci, perché tanto nella vostra lingua non esiste un termine che mi descriva.”
“Nella nostra lingua? Tu non sei umano?”
“Mi sembra evidente.” la voce di Mister D. non era più così piena di fascino, ora trasmetteva una grande inquietudine.
“Qual è il tuo scopo allora? Succhiare la vita alla gente come un vampiro?”
“Niente di così teatrale” sorrise Mister D. “Io offro felicità e gioia a chi non ne ha e ne ricevo un compenso.”
“Quale felicità?!? Questo non è reale, è solo un’illusione, al mio risveglio sarò sempre il solito M.!”
“Quello è una conseguenza della tua vita, o meglio non-vita, degli ultimi anni; non puoi dare la colpa a me se ti sei lasciato scorrere addosso tutto finora. Io non posso cambiare la realtà, quello era compito tuo; io posso offrirti una consolazione, un po’ di stacco dalla persona triste che sei diventato.”
M. rimase bloccato. Avrebbe voluto rispondergli a tono, aggredirlo, ma in cuor suo sapeva che Mister D. ci aveva visto giusto.
Parliamoci chiaro pensò ho un lavoro che odio, dei colleghi che non sopporto, non ho nessuno che tenga a me…
Alzò lo sguardo verso Mister D. e vide che sorrideva e in quel momento ebbe la sensazione che avesse sentito i suoi pensieri.
La cosa lo fece rabbrividire.
“Perché hai scelto me?” chiese M. per cambiare discorso.
“Io non scelgo mai, sono gli altri a farlo. Nessuno è mai arrivato fino in fondo, tutti a un certo punto decidono che hanno perso abbastanza e decidono a chi toccherà dopo di loro.”
M. era allibito.
“Quindi…” balbettò “…chi è stato a…?”
“Il tuo caro Poletti. Vedi, a lui ho regalato molte ore di felicità, ma poi voleva smettere e gli ho chiesto chi volesse scegliere. È toccato a te.”
Ora dentro M. c’era solo più un unico grande sentimento: rabbia!
“Quel gran bastardo!”
“Oh, non prenderla sul personale, avevate appena litigato e aveva il dente avvelenato.” sorrise, inquietante come non mai “Mi sembravi un buon soggetto, la classica persona che ha bisogno di quello che offro io, ma mi hai deluso. Stai opponendo troppa resistenza e quindi basta così.”
M. rimase in silenzio a fissare quell’uomo (uomo?) cercando di carpire i suoi pensieri, ma l’espressione gentile e affascinante rivelava un muro impenetrabile.
“E quindi?”
“Devi passare questo dono a qualcun altro, ma questa volta sarà diverso: dal momento che mi hai osteggiato troppo, sarò io a proporti la prossima persona.” lo guardò dritto negli occhi e poi disse “Martina.”
Da quando il sole era sparito ed era apparso Mister D. quel luogo era diventato silenzioso e cupo, ma dopo l’ultima frase a M. sembrò il posto più inquietante del mondo.
Una sensazione di freddo e paura lo invase fin nel midollo.
“Martina? Ma…” cercò di proseguire, ma la voce gli morì in gola.
“Sei libero di parlarne con lei se vuoi.” un sorriso falso si dipinse sulla bocca di Mister D. “Credi che non si sacrificherebbe per salvarti la vita? Povero sciocco, sei così concentrato a buttare via la tua vita che non ti sei accorto che è follemente innamorata di te.”
Martina innamorata? A M. sembrava impossibile, si conoscevano da una vita ed erano sempre stati amici. Innamorata? Si ripeté incredulo. Non è possibile.
Poi però ripensò a tutti gli ultimi anni, a come fossero legati, a come lei lo cercasse sempre e in ogni momento, al fatto che fosse sempre presente, che ridesse alle sue stupide battute.
Forse ha ragione…
“Non potrei mai chiederglielo!!!” sbottò alla fine.
“Mettiamola così, presto o tardi sarai costretto a decidere se morire o vivere. La scelta è questa: la tua vita o quella di Martina.”
La rabbia esplose nella testa di M. e scattò in avanti verso di lui, ma si ritrovò a colpire il vuoto.
“Andiamo, stai scherzando? Come pensi di poter…” Mister D. venne interrotto da un morso al polpaccio che gli strappò un urlo.
Era stato Lapo, che non si era mai allontanato dal suo padrone. Si avventò su Mister D., mordendolo ovunque, finché quest’ultimo non sparì.
“Bravo il mio cucciolo” disse M. andando ad accarezzare Lapo. “Andiamo, accompagnami a cercare l’uscita da questo sogno e poi vedrò come risolvere la situazione.”
Lapo per tutta risposta gli leccò la mano.
M. si alzò e iniziò a camminare, senza sapere bene dove andare.
Prima che il cane si alzasse, il suo muso mutò leggermente, rivelando un sorriso inquietante che M. conosceva bene, ma, purtroppo per lui, in quel momento era girato dall’altra parte e non lo vide.

Questo capitolo partecipa alla scrittura collettiva del sesto capitolo del libro di 24Letture. Metti un Like su questo capitolo per votarlo!

Pubblicato il lunedì 3 dicembre 2012 - 12:01
 
Commenti (3) | 3.12.2012

Capitolo 6 E di Luca Regis

Quando la luce tornò ed i suoi occhi ripresero a vedere nitidamente, M. capì di trovarsi in una enorme stanza finemente arredata. Al centro troneggiava un enorme letto a baldacchino, ricoperto da lenzuola di seta color oro e drappi ricamati di velluto bordeaux. Il pavimento era completamente ricoperto da pregiati tappeti persiani e tutto l’arredamento,  i tendaggi alle finestre, l’imponente scrivania inglese addossata ad una parete, era sfarzoso. Sembrava una camera d’albergo, ma non una di quelle dozzinali stanze di terza categoria alle quali M. era abituato. Piuttosto una sontuosa suite in un lussuoso hotel.

Mentre M. era ancora intento a raccapezzarsi su quell’ennesimo ed inspiegabile salto spaziotemporale, la porta alla sua destra, di fianco alla scrivania, si aprì. Con suo immenso stupore, nonostante ormai fosse preparato a veder sbucare chiunque da dietro a quel battente, M. vide entrare nella stanza la ragazza dai ricci capelli corvini, incontrata al bar dei mattinieri.

Era vestita come quella mattina, quando l’aveva notata per la prima volta: le lunghe e tornite gambe nude sotto alla minigonna, l’abbondante seno avvolto dal giubbotto di pelle, e sul volto un sorriso dolce ed invitante. Non appena la vide, M. non seppe trattenere un’erezione. Sentì il pene inturgidirsi e spingere all’interno dei pantaloni. La ragazza si mosse verso di lui, sinuosa e sensuale. Senza dire una parola gli si parò di fronte e gli prese entrambe le mani tra le sue. Si sedette sul bordo del letto e lo tirò a se.

M., completamente imbambolato, rimase un poco rigido, indeciso, più che altro incredulo; ma il sorriso malizioso di lei era così invitante, la sua stretta così sicura, che pensò di non indugiare troppo e si lasciò andare.

Con mani esperte ma delicate, la ragazza lo spogliò. Poi fece lo stesso anche lei.

Nudi l’uno di fronte all’altra. Lo sguardo risoluto della ragazza che lo desiderava. M. diede sfogo ad ognuna della sue fantasie erotiche più recondite ed inconfessate – od addirittura mai nemmeno pensate.

La misteriosa ragazza lo assecondava in tutto, senza opporre la minima resistenza, anzi godendo appieno di ogni sua iniziativa. Dopo parecchie ore – o minuti, o giorni? Il tempo ormai non contava più nulla – e diversi orgasmi, M. si staccò dalla ragazza e si lasciò scivolare al suo fianco, sull’enorme e soffice letto. Con la fronte imperlata di sudore, rimase a fissare il nulla per qualche minuto – o secondo, o ora? – ansimante, esausto, appagato. Solo in quel momento si rese conto che non avevano detto una sola parola da quando si erano incontrati in quella stanza poche ora prima – o anni, o secoli?

“Chi sei tu?” Angelo divino? Avrebbe voluto dire M., ma come al solito si inceppò a metà della frase e le ultime due parole le pensò solamente. Quindi dopo la prima strozzata banalità, riuscì a proferirne in rapida sequenza altre due: “Dove siamo? Che cosa sta succedendo?”

Dopo aver pronunciato questi tre quesiti fondamentali, M. avrebbe voluto scomparire per la vergogna.

“Noi non ci conosciamo, o forse ora ci conosciamo molto profondamente.” La ragazza ammiccò, provocante. M. arrossì. “Mi hai vista questa mattina in quel bar, ricordi?” M. annuì, sospettoso. La ragazza proseguì: “Dove siamo non lo so, questo luogo è frutto della tua fantasia. E cosa sta succedendo, o meglio, che cosa è successo o cosa potrà succedere…” La ragazza si morse il labbro inferiore, sensuale. M. si gonfiò nuovamente.

Era bellissima, sdraiata al suo fianco. Gli occhi neri le scintillavano, le labbra carnose erano gonfie di piacere. I seni turgidi, i capezzoli tumidi e il suo sesso ancora caldo e madido erano un invito a proseguire a fare l’amore con lei, ma M. seppe tenere a freno la sua voglia, ormai più che appagata per quella notte – o era giorno?

“Si certo, mi ricordo di te…” Balbettò in qualche modo M., stordito ma compiaciuto. “Ed è chiaro che noi…” Sorrise pudico, arrossendo nuovamente. “Quello che voglio dire è, perché tu? Non so nemmeno il tuo nome, non ti ho mai vista prima di questa mattina.”

Così come Rebecca, rifletté M.: perché non è entrata lei in questa stanza?

“L’avermi vista seduta a quel tavolo con quel ragazzo, questa mattina, ti ha fatto venir voglia di fermarti, giusto?” Disse la ragazza.

M. annuì. Subito dimenticò Rebecca ed ebbe uno sciocco moto di gelosia, ripensando a come quel mattino lei amoreggiasse con quel ragazzo al quale lui non aveva pensato fino a quel momento.

“Tutto quello che ne è seguito è stata solo la conseguenza di quella tua decisione.” Aggiunse la ragazza, la voce bassa, quasi un sospiro. “Se non ti fossi fermato a causa mia, la tua giornata si sarebbe svolta in maniera completamente differente. Così il Sig. D. ha deciso di premiarti con questo mio regalo.” Anche lei arrossì e abbassò lo sguardo, fintamente imbarazzato, verso il suo sesso ancora nudo ed eretto.

“Dunque anche tu conosci il Signor D.?” domandò M., ma il suo tono di voce ora era secco, turbato. “Che cosa sei, una puttana?”

Invece di offendersi per quell’illazione, la ragazza fece una risatina arruffando il naso. Il suo viso era così dolce e candido che M. si pentì subito di averla insultata in quel modo.

“Certo che anch’io conosco il Sig. D..” Rispose in tono ancora più flebile, tanto che M. dovette sforzarsi per sentire cose gli stesse dicendo. “Tutti conoscono il Sig. D….”

Quelle ultime parole gli arrivarono alle orecchie come se fossero state filtrate da uno spesso muro di ovatta invisibile. Il resto del discorso che gli stava facendo la ragazza ancora nuda di fronte a lui, M. non riuscì ad udirlo. Vedeva le labbra di lei che si muovevano ammiccanti, sorridenti, ma non percepiva cosa stessero dicendo.

Your lips move, but I can’t hear what you’re saying

M. sorrise tra se, nervoso, teso, canticchiando quel brano di comfortably numb che gli balenò per la testa in quella situazione.

Subito dopo anche la vista tornò ad annebbiarsi, e prima che la stanza sprofondasse nuovamente nell’oscurità, M. fece in tempo a vedere la bellissima ragazza che si baciava i polpastrelli della mano e poi soffiava nella sua direzione.

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Pubblicato il lunedì 3 dicembre 2012 - 12:01
 
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Capitolo 6 D di Giulia Madonna

Il buio era intenso da togliere il fiato ma M. prese coraggio e non si lasciò intimorire da i soliti giochetti di D,  fece un grosso respiro  ed entrò deciso con incedere risoluto.
La stanza era in penombra.
Le tende erano tirate per ripararsi  dal sole intenso che  a quell’ora puntava dritto dalle finestre. Quell’oscurità rarefatta regalava alla stanza un’atmosfera tetra e agghiacciante.
Tutto sembrava irreale, come se il tempo fosse sospeso. Ma M. cercò di non farsi travolgere dalle sue solite paure e provò a mostrarsi forte.
Poletti e D erano uno di fronte all’altro ai lati opposti della scrivania. Si girarono entrambi di scatto e alla vista di M. rimasero sorpresi: fu interrotto improvvisamente il loro dialogo.
Poletti fissò M. con il suo solito sguardo odioso e quel suo sorrisetto freddo e beffardo:
“Bene, è già qui? Non mi dica, la sua relazione è già pronta!Sarebbe un vero miracolo visto il suo lassismo degli ultimi tempi!”
“Non sono qui per la relazione. Voglio capire cosa avete da confabulare! Voglio sapere la verità! Tutta la verità e senza giochetti!”
“Cos’è quel tono? E’ forse impazzito?La smetta  di giocare a fare il duro perché non ne ha né la stoffa né tantomeno il coraggio!! Piuttosto ringrazi l’illustre dottor…”
Poletti s’interruppe ed esitò a pronunciarre il nome di D, preso da improvviso torpore, ma poi riprese:
“…non ha fatto che tessere le sue lodi per convincermi che lei può rappresentare una importante opportunità per la nostra azienda e che ha ancora bisogno di tempo per esprimere interamente le sue capacità. Beh! Io, nonostante la mia proverbiale riluttanza a lasciarmi ammorbidire da qualsiasi segnalazione, non so perché, ma oggi mi sono lasciato trasportare dalle belle parole del dottore. Nonostante sia davvero sorpreso che ci sia qualcuno che possa avere fiducia in lei, sa cosa faccio?Provo a darle ancora fiducia!”
M. era sorpreso e non riusciva a immaginare cosa mai D avesse potuto raccontare a Poletti tanto  da renderlo improvvisamente meno odioso e aggressivo del solito nei suoi riguardi.
Non si fidava, sentiva che c’era qualcosa sotto perché niente poteva andare liscio in presenza di D.
L’aria era pesante e tesa ma poi il silenzio fu interrotto dalla voce di D:
“Dottor Poletti, M. è davvero un ragazzo pieno di risorse! Gli dia ancora un po’ di tempo e vedrà che non se ne pentirà. Mi creda, io conosco bene il suo grande talento!”
M. era confuso.
Era incredibile che proprio D che, dalle prime luci dell’alba, lo aveva tormentato con il suo terribile gioco del tempo e del sonno, ora fosse disposto a prendere le sue difese e, forse, a salvarlo.
Poi fu Poletti a prendere la parola:
“Allora, facciamo così: torni alla sua scrivania e vada a terminare la relazione. Le concedo mezzora! Ora vada! E non mi faccia pentire di ciò che sto facendo…”
Poletti si mise le mani fra i capelli, come se fosse già pentito della nuova possibilità regalata a M.
M., come preso da una forza sconosciuta e al di fuori della sua volontà, ubbidì improvvisamente al capo e con zelo si diresse nuovamente alla sua scrivania per svolgere celermente e egregiamente il compito assegnatogli.
Arrivato al suo computer prese a scrivere la relazione con una tale passione e discernimento che neppure lui credeva alla velocità delle sue mani sulla tastiera e alle idee che, repentine e risolute, prendeva spazio nella sua mente.
In un battibaleno la relazione fu completata e M. era già davanti a Poletti con i suoi fogli in mano e tutto lo stupore e la soddisfazione del capo.
“Ma bene! Eccellente! E’ così che la voglio da oggi in poi. Se continua così dovrò davvero ringraziare il dottore e le sue raccomandazioni…!
D era lì che fissava M. col suo sorriso bieco e lo sguardo tagliente, sicuro che oramai lo avesse in pugno, una volta per tutte.
M. restava zitto e preoccupato.
Tutto era accaduto al di fuori della sua volontà.
Si era sentito una marionetta nelle mani di D, che aveva imbastito per bene la sua truffa.
Ma dopo qualche esitazione, M. ebbe un sussulto, un barlume di orgoglio:
“Basta! Il suo sporco gioco finisce qui! Rivoglio la mia vita e la mia libertà da lei e non m’importa se ciò dovrà costarmi tanto, forse, anche troppo!”
Poletti sgranò gli occhi sbalordito e riprese ben presto il suo solito ghigno accompagnando la furiosa uscita dalla stanza di M. che, sbattendo la porta rumorosamente, se ne andò.
M. era sicuro.
Non voleva essere preda o ostaggio di D.
Non voleva essere grato a D per rialbilitarsi agli occhi del terribile Poletti.
Non era quella la vita che sognava.
Non era soddisfazione o felicità quella che D  gli stava offrendo.
La sua vita e la sua felicità erano altrove e M., era certo, che le avrebbe raggiunte da solo e con le sue forze, senza gli strani giochetti di D.
Uscendo con fatica dai suoi pensieri pesanti si trovò davanti gli occhi dolci e accoglienti di Martina che, con il suo solito sorriso, gli andò in contro.
“M. cosa è accaduto? Ho sentito che urlavi! Dai, vieni che ci prendiamo un caffè e facciamo due chiacchiere…”
Martina avvolse con le sue braccia M.
Il calore dell’abbraccio lo riportò dolcemente al mondo e ora la sua rabbia sembrava acquietata.
Erano quelli i momenti più belli per M., quando Martina gli dimostrava la sua amicizia e lui si lasciava cullare in quel dolce calore.
Era la stessa amabile sensazione che in passato gli aveva regalato il suo amatissimo amico Franco, sempre presente e risolutivo, sempre incoraggiante e pacifico, una vera manna celeste che immancabilmente arrivava provvida nelle giornate più tristi e buie.
Ora, in mancanza di Franco, era lei, Martina, la detentrice del bene e della luce che riusciva con il suo splendido sorriso a risollevare anche la peggiore delle giornate.
Così, stretti in quel abbraccio, portatore sano di amicizia e serenità, si incamminarono verso la loro pausa dai pensieri e dalle frustrazioni che quella giornata lavorativa aveva lasciato sulla loro pelle.
M. si sentiva già al sicuro e si lasciò scivolare dentro quella bella sensazione.

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Pubblicato il lunedì 3 dicembre 2012 - 12:00
 
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