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I consolatori

Caroline è una giovane scrittrice alle prese con la stesura del ponderoso saggio La forma del romanzo moderno che incontra inaspettate difficoltà. La ragazza sente delle voci che la tormentano ogniqualvolta si trova da sola in casa e si appresta alla macchina da scrivere.
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La situazione è piuttosto fastidiosa e bizzarra. Tutto sembra essersi scatenato dopo un brevissimo soggiorno al Centro di Santa Filomena, luogo di accoglienza e di cura per tutte le anime perse. Carolina che da poco si è convertita alla fede cattolica, spinta amabilmente a farlo da Lady Helena Manders, madre del suo fidanzato Laurence, cerca aiuto e si confida, sbagliando non poco, con il barone Stock, proprietario di una libreria a Charing Cross Road.

Caroline crede che il barone possa essere un buon amico e distesa sul suo divano, in lacrime, si sente un po’ consolata. Il barone le dice:

“ E’ una cosa piuttosto comune. E’ lo stress “ ma in cuor suo pensa che la cara ragazza soffra seriamente di allucinazioni.

Ma perché Caroline non si rivolge a Laurence? In effetti lo fa, ma, al momento, il fidanzato sembra essere completamente preso da ciò che sta combinando la nonna materna, Louisa Jepp, una donna di settantotto anni con sangue gitano nelle vene che vive da sola a Smugglers Retreat,, una casetta adorabile nelle vicinanze di Ladylees.

Laurence scopre che Louisa frequenta dei tipi strani con cui fuma sigarette bulgare e gioca a carte e, molto probabilmente, intrattiene dei traffici illeciti. Senz’altro contrabbando.

Non se ne preoccupa più di tanto, anzi ne è quasi divertito, ma teme che sua madre lo venga a sapere e non se ne faccia una ragione. Sarebbe meglio non dirglielo, ma le cose non vanno mai come devono e la strega di turno, Georgina Hogg, la vecchia governante di casa ora responsabile di quel Centro di Santa Filomena in cui abbiamo trovato Caroline, si premura di metterla al corrente.

La trama de I consolatori – improbabile che lo siano davvero – intreccia le due storie mescolando i personaggi dell’una e dell’altra, confondendo, ribaltando, svelando arcani e misteri in modo ironico e imprevedibile.

Evelyn Waugh a proposito scrisse: “ Mi sono state mandate le bozze del geniale romanzo di una signora che si chiama Muriel Spark. La protagonista è una scrittrice cattolica che soffre di allucinazioni. Il libro uscirà presto e sono sicuro che tutti penseranno che l’abbia scritto io. Vi prego di smentire.”

 

Muriel Spark, I consolatori

recensione a cura di Patrizia Bartoli

Pubblicato il venerdì 16 novembre 2012 - 18:21
 
Commento (1) | 16.11.2012

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