bersca

Io e Bersca

Una ragazza che ha sempre vissuto nell’ombra e nei suoi complessi di essere brutta e grassa. Una creatura assolutamente insignificante, questo era Bernarda. Il suo nome completava il tutto. Se ne vergognava profondamente e lo cambiò facendosi chiamare Bersca. Lavorava in una fabbrica e condivideva un appartamento con altre due nullità. La sola cosa che la facesse vivere meglio era allontanarsi dalla realtà con la fantasia, creando nuovi mondi paralleli che la sua mente “malata” riusciva a realizzare. Nel tragitto in treno che la portava a lavoro, incontrava spesso un ragazzo, del quale si era follemente innamorata e che non l’avrebbe mai degnata di uno sguardo. Non potendolo avere nella realtà, lo viveva continuamente nelle sue fantasie. Gli aveva dato un nome, Luca, il quale diveniva nei copioni immaginari di Bersca, un po’ marito e un po’ amante. Lei non era più un’operaia ma a volte diveniva una manager o scrittrice, altre, una farmacista o una cantate e anche madre, riuscendo a partorire senza sapere neanche realmente come si facesse l’amore.

Studiava su internet e sulle riviste le varie tecniche di approccio nel caso avesse, un giorno,
incontrato un uomo che la potesse amare davvero. Intanto, ogni notte faceva sesso con il suo Luca e provava stupende emozioni. Passò la vita, tra momenti di depressione, autolesionismo ed esaurimento nervoso. Incontrò finalmente l’amore ma non fu come lei sperava. Non voleva più stare negli abissi Bersca, ma voleva fortemente vivere. Pagine di metamorfosi, intrise di vibrazioni e speranze, opportune per una possibilità di una rivincita.

a cura di Maria Suppa

Pubblicato il martedì 16 ottobre 2012 - 13:22
 
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