Capitolo 3E di Marta Brena

M. si fermò un attimo e pensò.

Si girava e rigirava il foglietto tra le mani mentre le parole scolorivano tra i palmi sudati. Doveva fare il punto della situazione o ne avrebbe perso totalmente il controllo. Non riusciva più a distinguere la realtà dai sogni e questo l’avrebbe portato alla pazzia. Sapeva che non poteva vivere crogiolandosi nei suoi sogni e doveva mantenere bene a fuoco la vita vera, che lo avrebbe aspettato al suo risveglio. Dopo un lungo peregrinare di pensieri non arrivò a nessuna conclusione. Non è piacevole per nessuno il fatto che possa esistere qualcuno che non solo azzarda a carpire i tuoi veri pensieri , guardandoti negli occhi, le porte sull’anima, ma riesce perfino a penetrare nei sogni, frutto del nostro inconscio, la parte di noi più intima, profonda e che faticosamente teniamo ben celata.

Sono delle “nuvole”,dei “quasi-pensieri”, che per motivi sconosciuti possono balenare nella nostra mente per anni  senza mai uscire allo scoperto, nascondendosi dietro maschere sempre diverse e irriconoscibili e rimanendo in uno stato di potenza che ha dell’incredibile.

Rimase in quel bar ancora qualche minuto e poi decise di agire; dato che la sua mente era poco attiva magari il movimento del corpo per inerzia la riazionava. Cercò di ripercorrere il sogno appena fatto ma qualche particolare andava già sbiadendosi. Non ne fu così stupito, poiché era da anni che non si ricordava più i sogni fatti la notte e si era anche convinto di non sognare più; a differenza di quando era bambino, quando quell’incubo gli si presentava sempre vivido alla mente e appariva in ogni suo sogno senza mancare un appuntamento.

Ma quello ormai era solo un ricordo d’infanzia, ben relegato nella sua mente e neanche mr D. sarebbe riuscito a farlo riesumare. Un particolare del sogno appena fatto rimaneva nitido e impeccabile in ogni suo dettaglio. Si ricordava quella libreria e perfino il nome del libro, L’amante di Lady Chatterley, cosa che gli appariva molto strana dato che non aveva mai manifestato una passione per i libri e anzi, preferiva di gran lunga vedersi un bel film ricco di effetti speciali piuttosto che rilassarsi sulla poltrona e sfogliare un libro. Solo il dover voltare pagina ogni 30 righe gli risultava un inutile spreco di energie che distoglie l attenzione e rende tutto meno fluido e poi perché dilungarsi con pagine e pagine su una descrizione quando può essere ridotta a qualche scena molto più d’impatto.

Ne era certo questo era un indizio di Mr. D; quell’essere che si professava benefattore la quale identità sembrava farsi sempre più misteriosa.
-Cosa voleva dirmi con questo sogno? perchè aveva scelto proprio me come destinatario della sua buona azione quotidiana?- si sussurrò nella mente.

Quel viso non gli sembrava sconosciuto, ma al momento non riusciva a ricollegarlo a nessuno. Si sforzò di ricomporre i tratti dei lineamenti ma fu solo uno spreco di energie. Immerso nei suoi pensieri si era dimenticato la clausula del patto : “un ora di sogno in cambio di 1 anno di vita” e con quell’ora di sogno aveva sprecato un suo anno. Questo lo porto a pensare a quello che era per lui un anno e che cosa avrebbe potuto fare in un anno.

Magari avrebbe potuto sistemare la sua situazione in ufficio, a volte basta solo far passare il tempo e tutto si aggiusta da sè. Ma questi eran tutti presupposti che si basavano sul niente, perchè proprio in quel momento si accorse che non aveva mai avuto aspettative per il futuro. Se l’ora precedente avesse pensato a come sarebbe potuto essere il suo mondo nel anno successivo si sarebbe trovato davanti ad un buco nero. Questa fu una fredda consapevolezza che lo colpì inaspettatamente ,trafiggendolo alle spalle. Trovarsi alla soglia dei 30 anni senza aspettative future ed ambizioni era una cosa davvero triste.

Forse Poletti aveva percepito questa sua “particolarità” e l’ aveva ritenuto poco stimolante per il profitto dell’azienda. Per la prima volta nella sua vita M. prese una decisione: da quel momento in poi si sarebbe sforzato di essere più intraprendente e avrebbe vissuto la sua vita attivamente senza lasciarsi trasportare dagli eventi e dalle scelte degli altri.

Doveva definire le proprie priorità e difenderle e perseguirle con ogni mezzo. Aveva parecchie cose in sospeso ora che ci faceva caso e non era troppo tardi per provare a sistemarle. In qualche modo Mr.D. era stato più utile di quanto pensasse. Ora il pensiero che lo aveva tenuto impegnato x l’ora precedente gli sembrava una bazeccola in confronto alla scoperta che si era appena rivelata ai suoi occhi e ,mentre la sua mente viaggiava , si ritrovò proprio nella via del sogno.

-E’ destino anche questo, perciò ora che ci siamo portiamo a termine questa missione-.

Quante volte aveva percorso quella via e non si era mai accorto che tra l outlet di Calvin Klein e Zara c era una piccola porticina che conteneva un mondo e che senza ostentazioni e grandi vetrine rimaneva li in attesa che qualche passante si fermasse , vincendo sugli sguardi diretti al nuovo mocassino e l’ abbinamento impeccabile con la maglia color giallo canarino.

-Certo se fanno una libreria e vogliono farla notare, dovrebbero metterci qualcosa che catturi l attenzione , ci credo che la gente non ci fa caso se non quando è alla ricerca di un negozio di libri- esordì nella sua mente M. Ormai perso l’entusiasmo iniziale decise comunque di entrare nel negozio e si diresse subito dalla commessa per chiedere informazioni su quel libro. La ragazza lo guardò compiaciuta, aveva riconosciuto fin dal suo ingresso a che tipologia di persona appartenesse questo individuo.

Il classico uomo sulla trentina, ben tenuto, che sembra abbia una vita tranquilla e soddisfacente, o forse è quello che vuole far credere, il quale dovendo cercare un libro si fionda dalla prima commessa e non si addentra tra gli scaffali cercandolo tra la moltitudine, e intanto perche no ne sfoglia qualcuno, perchè lo incuriosisce o ha un titolo particolare oppure solo perchè ha voglia di sfogliare un libro. Nonostante tutto bisogna sempre essere cortesi con i clienti perciò gli si rivolse educatamente con fare accomodante:-dato che si sentirà impaurito in questo mondo a lui sconosciuto, almeno mettiamolo a suo agio- pensò la donna.

Ma quello sguardo non sfuggì a M., o meglio ,al nuovo M.

Questo capitolo partecipa alla scrittura collettiva del terzo capitolo del libro di 24Letture. Metti un Like su questo capitolo per votarlo!

Pubblicato il martedì 19 giugno 2012 - 12:22
 
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