CAPITOLO 1ZA di Relazioni internazionali Fondazione Milano (Balconi, Bricca, Donato, Dupont, Fezzardi, Ratiu Kloss, Rossi) – Scrittura Collettiva

Nell’aria soffocante della metro, pressato tra una vecchia signora con la borsa per fare la spesa e un ragazzetto con la musica sparata a tutto volume, la mente di M. cominciò a vagare. Le sue piccole sfortune quotidiane aumentavano in modo esponenziale, e sicuramente l’autunno non avrebbe migliorato la situazione; e adesso ci si metteva pure questo tal D. con le sue proposte assurde a complicargli la vita, come se certi sogni potessero diventare realtà!

Una volta arrivato in ufficio, questi pensieri si diradarono e lasciarono il posto al desiderio di caffeina che per colpa di D. non era riuscito a soddisfare. Ma non fece neanche in tempo a raggiungere la macchinetta che l’odiosa segretaria, di cui dopo mesi ancora non ricordava il nome, gli disse che il “grande capo” lo aveva convocato urgentemente nel suo ufficio. Dentro di sé M. sperava che il tutto si sarebbe risolto con una lavata di capo per la discussione del giorno prima con Poletti, ma sapeva che il licenziamento era dietro l’angolo. Dopo tutto, era autunno.

Come volevasi dimostrare, il licenziamento arrivò puntuale. Rassegnato, M. cominciò a passeggiare per le grigie strade di Milano, finché, mentre era fermo al rosso del semaforo (raramente gli capitava di trovarlo verde), decise di entrare nell’edicola per mettere ancora una volta alla prova la sua sfortuna: con l’unico euro in tasca comprò un gratta e vinci. Lo mise in tasca e si diresse verso il parco lì vicino.

Una volta seduto su una fredda panchina, si guardò intorno: non c’erano più foglie sugli alberi, i palazzi grigi dominavano il panorama, la nebbia alegiava spettrale. Il parco era vuoto e malinconico, quando ad un tratto M. sentì dei passi lenti: era un signore anziano a passeggio con il proprio cane, un golden retriever. Era proprio uguale a Lapo, scappato qualche anno prima e che lo aveva accompagnato negli anni più belli della sua adolescenza. Aveva sempre voluto prendere un altro cane, ma da quando era andato a vivere da solo non aveva più potuto permetterselo.

Sospirando, M. tirò fuori il gratta e vinci dalla tasca e lo grattò senza convinzione, tanto con la sua sfortuna non avrebbe mai potuto vincere niente. E invece no. Aveva vinto 10 euro; non era molto, d’accordo, ma almeno avrebbe potuto pagarsi il pranzo. Dopo tutto, forse la sua sorte stava cominciando a cambiare! E se fosse stato l’inizio di una nuova vita? Chissà, magari ora che non aveva più il lavoro quel progetto di fondare un’agenzia insieme a Francesco, il suo migliore amico, sarebbe decollato definitivamente! E forse qualche soldo in tasca sarebbe riuscito a riconquistare Lisa: avrebbe finalmente potuto portarla in quel ristorantino francese dove aveva sempre voluto andare …

Perso in questi dolci pensieri, scivolò lentamente in un sonno profondo, e cominciò a sognare …

Questo capitolo partecipa all’esperimento di scrittura collettiva del Sole 24 Ore. Per votarlo clicca “mi piace” su questo post

Pubblicato il lunedì 26 marzo 2012 - 12:54
 
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