CAPITOLO 1F di Giovanna Betto – Scrittura Collettiva

M. era diventato nervoso per quel tipo. Il signor D! Ma và… cercava di non dare peso alle parole di quell’uomo, ma ‘D’ aveva azzeccato la sua vita in poche battute. Com’era possibile tutto ciò? M. Aveva voglia di fumare adesso. Un’improvvisa impellente voglia di fumare. Aveva smesso per lei e ora se ne era pentito, anche rinunciare ad un vizio era una prova d’amore e lo era stata eccome! Un tiro, che cosa mi farà mai! Pensava mentre camminando scrutava i passanti cercando qualcuno che avesse un mozzicone da strappargli dalla bocca. Il semaforo pedonale gli intimò di fermarsi e M.si bloccò, con lui, per un attimo, anche il vortice di pensieri che l’individuo sconosciuto del bar gli aveva scatenato. In quel momento gli arrivò l’odore di fumo di sigaretta misto ad un profumo dolciastro. La nuvoletta proveniva dalle sue spalle. Una donna lasciava uscire da labbra rosso ciliegia, abbondanti volute di fumo, mentre masticava una gomma. Lo fissò con curiosità mentre M. si era girato verso di lei con una chiara intenzione di chiederle qualcosa. Bhè? Disse lei senza cortesia. Mi scusi…io…io…balbettando M. le chiese se poteva dargli una sigaretta. La donna quasi rincuorata da quella richiesta posò uno sguardo pietoso su di lui e rovistando dentro una grande borsa plastifica ritrovò un pacchetto di sigarette e glielo porse. Tieni, gli disse. M. quasi spaventato da quel pacchetto simile a quello che per tanto tempo aveva trovato posto nelle sue tasche, allungò timidamente una mano e sfilò con enorme piacere una sigaretta. La tenne fra le dita continuando a guardare la donna e la sigaretta, incerto sul da farsi. Vuoi accendere? Gli chiese lei. Sì grazie! rispose M. e avvicinandosi all’accendino proteggendo con le mani la fiammella traballante, accese la sigaretta. Tirò una profonda boccata, aspirando il fumo fin dentro i polmoni, seguendone mentalmente il percorso dalla bocca alla gola ai polmoni e poi di nuovo su per il percorso inverso, fino a farlo uscire da dove era entrato, assaporandolo con gusto. Era forte quella sigaretta e gli girò un po’ la testa. La donna dopo aver accennato un sorriso riprese il suo cammino e si perse fra la folla. M. rimase ancora qualche minuto fermo sul marciapiede ad osservarla allontanarsi, mentre gli altri passanti frettolosi erano costretti a scansarlo per non urtarlo. Si sentiva molto meglio rispetto a qualche ora prima, c’era qualcosa dentro di lui che si era acceso, insieme alla sigaretta. Ripensò al signor D, e decise che per il momento non ne avrebbe parlato con nessuno.

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Pubblicato il lunedì 26 marzo 2012 - 12:11
 
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