CAPITOLO 1 ZC Lorenzo Federici – Scrittura Collettiva

Avanzo. Ma più che altro barcollo.
La metro è lì, a qualche passo. Il sole non scalda, e un po’ stiamo morendo tutti. Signor D, che trovata. Poteva farmi anche il trucco con le dita – che sono sette in una mano – e camminare sulle acque.
Avanzo. Un piede dopo l’altro come la prima volta che l’hai fatto. M.
Ci sono quasi. Ma.
Adesso ci arrivo, adesso scendo le scale, adesso entro nel vagone schiacciato tra un cazzone in giaccaecravatta e uno studentello sbarbo.
Adesso esco, vomitato dal ferro e dall’aria putrida, adesso salgo le scale, adesso cammino ancora, adesso sono davanti la porta del palazzo.
Adesso ci sono, adesso suono, adesso entro.
Adesso striscio il collare che chiamano badge, adesso mi sfilo la giacca, adesso mi siedo composto, adesso accendo il computer.
Adesso muovo la mano destra, adesso mi guardo intorno.
Come.
Adesso mi guardo mentre giro la testa, adesso mi guardo digitare la password, adesso mi guardo aprire la mail.
Ma.
Adesso.
Cosa cazzo.
Adesso mi vedo sorridere, ma non mi accorgo di me che mi guardo. Adesso mi vedo digitare sulla tastiera.
Signor D.
Adesso mi vedo girarmi, adesso mi vedo fissare Poletti, adesso mi vedo scattare.
Rumore di fondo.
Adesso mi vedo piegare il braccio destro dietro la schiena, adesso mi vedo spingere via il barattolo che mi rende la vita impossibile.
No.
Nero, esatto, sul grigio dell’autunno che fa morire tutto e la commercialità diffusa di un ambiente senz’anima.
Adesso mi vedo impugnare, adesso mi vedo alzare il cane, adesso mi vedo stendere il braccio.
Fermati.
M.
Adesso mi vedo infilare la 7.65 in bocca al barattolo, adesso mi vedo piegare l’indice destro.
Rumore.
Silenzio.
Affermazione dell’ordine dell’esistente in frammenti di anarchia incamiciati.
Latte. Il tempo ha il sapore del latte.
Adesso mi guardo danzare la morte sul corpo inerte. Adesso mi vedo felice. Adesso mi vedo tornare alla scrivania.
Cosa.
Adesso mi vedo girarmi lo schermo. Adesso mi vedo alzare il cane di nuovo. Adesso mi vedo morire.
Accetto, Signor D.
Accetto, Signor D.
Accetto, Signor D.

Questo capitolo partecipa all’esperimento di scrittura collettiva del Sole 24 Ore. Per votarlo clicca “mi piace” su questo post

Pubblicato il lunedì 26 marzo 2012 - 12:57
 
Lascia un commento | 26.03.2012

Scrivi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*



*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>