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L’isola dei due mondi

Bethia Mayfield è la protagonista del romanzo “ L’isola dei due mondi” di Geraldine Brooks.
Siamo nell’anno 1660 nell’isola di Noepe, che noi oggi conosciamo come Martha’s Vineryard, dove da poco si sono stabilite alcune famiglie di coloni inglesi in dissidio con le autorità di Massachussetts Bay. La comunità è guidata da Thomas Mayfield e da suo figlio John che ne è l’integerrimo e fervente pastore. Bethia è la figlia di John, bimba vivace e intelligente, che fino all’età di nove anni vive una condizione di privilegio, istruita ed educata al pari del fratello maggiore Makepeace.
A nove anni, però, il suo essere donna non sembra darle un’altra possibilità.
Per il suo stesso bene e per quello del marito che un giorno dovrà amare, onorare e rispettare, la bambina deve dedicarsi alla casa, al lavoro nei campi, senza pretendere di conseguire conoscenze e saperi, a cui solo gli uomini possono ambire. Bethia accetta la sua condizione, ma recalcitra, ubbidisce al padre e ai costumi della società puritana della colonia, ma non perde mai l’occasione di esaudire il suo desiderio di conoscenza. Di nascosto segue le lezioni che il padre impartisce a Makepeace e, siccome ha una mente sveglia e pronta, supera le difficoltà che incontra sul suo cammino. Impara le lingue antiche, almeno i loro primi rudimenti, fa sue le conoscenze logiche e retoriche di base, studia la Bibbia e segue con ardore i sermoni della domenica che il padre tiene di fronte alla comunità riunita.

Nell’isola di Noepe, accanto ai coloni vivono gli indiani wòpanàak. Alcuni di loro si sono convertiti al cristianesimo, altri sono rimasti fedeli ai loro dei pagani. Tra coloni e nativi i rapporti sono spesso di collaborazione, tuttavia non mancano accesi contrasti. Non sempre i bianchi accettano di buon grado la presenza dei “ selvaggi” e alcuni villaggi indiani si oppongono alla volontà dei coloni di espandersi sul territorio. Il padre di Bethia nel tentativo di superare queste divisioni si dedica alla predicazione e all’educazione dei giovani nativi. Tra questi c’è Cheeshahteamauk che Bethia conosce durante una delle sue scorribande solitarie nell’isola. I due ragazzi imparano a poco a poco molte cose l’uno dell’altro e delle rispettive lingue e culture e stringono un’amicizia che durerà senza screzi nel tempo.

Un giorno John Mayfield si spinge fino al villaggio di Cheeshateamauk, si accorge della brillante intelligenza del ragazzo che, dopo un anno dalla sua conversione, invita nella sua casa dove potrà studiare insieme a Makepeace e prepararsi per la scuola propedeutica ad Harvard. Infatti, nonostante una forte ostilità nei confronti dei selvaggi da parte degli abitanti di Cambridge, Harvard, fondata nella prima metà del secolo, ha dato la possibilità ad alcuni nativi di seguire i propri corsi accademici. Una volta diplomati, essi torneranno tra la loro gente e si faranno strumenti di altre conversioni. La vita di Bethia, di suo fratello Makepeace e di Cheeshateamauk, a cui la ragazzina ha dato il nome biblico di Caleb, si svolge serena fino al giorno in cui il padre John fa naufragio, mentre sta navigando verso l’Inghilterra alla ricerca di nuovi finanziamenti per la colonia.

I tre ragazzi sono costretti a lasciare l’isola; Makepeace e Caleb sono accolti come studenti dal maestro Corlett a Cambridge ma la retta è onerosa e Bethia accetta di fare la domestica nella loro stessa scuola. Con questo libro Geraldine Brooks abbandona l’Inghilterra di “ Annus Mirabilis”, ma non il secolo diciassettesimo così ricco di storia e di storie.
Come ci dice lei stessa nella nota finale, “ L’isola dei due mondi” è un romanzo che trae ispirazione da una storia vera. E’ la storia della colonia di Massachussetts Bay, dell’isola di Noepe e dei suoi indiani wòpanàak, dell’Università di Harvard che nacque nel 1636 con il nome di Newtowne, ma soprattutto è la storia di Caleb, uno dei primi nativi che ebbe la possibilità di studiarvi.

Lo Statuto dell’Università, infatti, assegnava ad Harvard “ la missione di educare i giovani inglesi e indiani di questo paese.” Possiamo leggere “ L’isola dei due mondi” come un romanzo storico in cui Bethia Mayfield, la protagonista, è un personaggio d’invenzione a cui l’Autrice affida il compito di narratore interno e di preziosa guida a vicende personali, familiari, sociali che tratteggiano la composita realtà di un mondo nuovo che si sta lentamente e contraddittoriamente costruendo.

recensione a cura di Patrizia Bartoli

Geraldine Brooks, L’isola dei due mondi.
Patrizia Bartoli

Pubblicato il lunedì 20 febbraio 2012 - 13:40
 
Lascia un commento | 20.02.2012

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