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Cagliari – Elucubrazioni socio-comportamentali

Il libro é una raccolta di caratterizzazioni di tipologie comportamentali che si riscontrano  sovente nella vita sociale della cittadina cagliaritana. In questo senso esso rappresenta una descrizione, in chiave ironica, dei personaggi che vi ruotano attorno. Pur essendo localizzata nel capoluogo sardo, le sue macchiette finiscono per comparire, magari con sfumature diverse od in maggiore o minore intensità, in qualsiasi altra città od anche in luoghi più circoscritti. La loro caratterizzazione é infatti assai generica e spesso corredata di esempi, anche in forma di dialogo, che arricchiscono la descrizione con espressioni tipiche,  appartenenti alla quotidianità di ognuno di noi.
Fra queste espressioni sono spesso presenti delle parole o dei modi di dire in sardo, che sono stati tradotte in modo approssimativo, anche perché esiste una seria difficoltà nel rappresentare il loro significato in italiano, essendo quasi impossibili da tradurre. Si parte con la dissertazione sulla voce narrante, che apre il libro con le rassicurazioni al lettore sulla esclusiva intenzione goliardico-caricaturale dello scritto. Si passa poi dalla descrizione degli ambienti più sofisticati e dei vezzi caratteristici riguardanti l’abbigliamento e la scelta dei
locali dei cosiddetti “fighetti”. Si passano in rassegna anche figure che si muovono in ambienti piuttosto variegati, come, ad esempio, il palestrato, o la tendenza al tradimento, o il classico “gaggio” (grezzo) che, con la famiglia, fa il suo show al supermercato.

Si analizza anche il calciatore professionista ed il suo muoversi nei locali di tendenza, ma anche il tifoso al Sant’Elia nella più caratteristica Curva Nord. Ci sono ancora l’avaro con le sue fisse, o il contorto con sue manie, ma anche lo svanito o il pignolo. Senza dimenticare il sottomesso ed il malato immaginario, per finire con l’analizzare l’estrema boria di quello che tutto ha e che tutto sa. Ovviamente le descrizioni sono volutamente esagerate ricalcando
estremizzazioni dei vari personaggi. Spesso l’esperienza raccontata é del tutto autobiografica, sia perché l’autrice si sente appartenente, in parte, a quella tipologia
comportamentale, sia perché eventi attinenti successi realmente diventano degli esempi per rendere meglio l’idea del personaggio che si sta descrivendo.

Nel parlare di quelli che definisce diversamente etero, ad esempio, la voce narrante racconta del suo rapporto con un amico gay, o in quello dell’abbruttimento al volante delle sue esperienze sulla strada. Quindi la veste dello scritto é molto spesso auto-ironica, una sorta di presa in giro dell’autrice, la cui personalità si integra, a volte in parte, altre volte in toto, con quella dei personaggi che descrive, spesso fondendosi con essi. Non ci sono solo racconti e dialoghi. Abbondano i paragoni con gli animali, fra cui, quello più dettagliato
ed esteso, é quello del latin-lover con un incrocio fra un mandrillo e una belva feroce.
Non mancano anche le parti essenzialmente descrittive, contornate sempre da una certa ironia, che cercano di descrivere, sul versante psicologico, le motivazioni e le origini che danno origine a certi comportamenti.

Sostanzialmente il libro vorrebbe quindi rappresentare una elucubrazione leggera su alcune macchiette comportamentali che l’autrice ha potuto osservare nella sua quotidianità ed in quella della città dove abita, e che, nella loro esasperazione, finiscono per acquisire dei lati comici e divertenti, ma anche di riflessione socio-comportamentale.

a cura di Barbara Picci

Pubblicato il martedì 31 gennaio 2012 - 16:22
 
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