tarantola

Tarantola – Thierry Jonquet

Fin dove può arrivare chi è stato duramente colpito in ciò che ha di più caro? Ce lo racconta questa storia nerissima, dove nessuno è in realtà ciò che sembra. Richard è un chirurgo affermato, Eve la sua giovane amante. All’apparenza sono una splendida coppia, ma nessuno sospetta che, in  realtà, Eve è prigioniera di Richard. Lui la tiene chiusa in una camera, la fa prostituire, ma Eve nemmeno ci prova a liberarsi del suo aguzzino…perchè? Alex è un rapinatore in fuga, si nasconde, ha bisogno di una nuova identità. Di Vincent si son perse le tracce da quattro anni, uscito per un giro in moto non è più tornato. Utilizzando una prosa semplice ma contemporaneamente elegantissima, l’autore ci porta dentro una vendetta spietata e lucidissima, dove però la vittima è una soltanto e se ne sta quasi relegata sullo sfondo, mentre per gli altri protagonisti il confine tra martire e carnefice è davvero molto sottile.

Jonquet tesse la sua tela come il ragno protagonista del romanzo, imprigionando il lettore in una storia noir gelida e raffinatissima, che si legge tutta d’un fiato  a tratti forse un pochino inverosimile, ma che  racconta fin dove può arrivare la follia e la perversione della mente umana.

Un libro difficilmente rappresentabile sullo schermo senza cadere nello splatter gratuito.

Lo ha fatto, c’è chi dice bene, c’è chi maluccio, sicuramente in modo non scontato, il grande Pedro Almodovar con “La pelle che abito” di cui, a questo punto, è indispensabile il recupero.

recensione a cura di Ilaria


Pubblicato il venerdì 16 dicembre 2011 - 11:48
 
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