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“Private” di James Patterson

Personalmente ritengo James Patterson, da solo o, come in questo caso, in coppia con Maxine Paetro, il re della letteratura “da vacanza”. Capitoli brevi, personaggi adeguatamente eroici ma con un lato oscuro oppure cattivi-cattivissimi, trame avvincenti ma non esageratamente complesse, lieto fine dopo adeguate tribolazioni, insomma, niente di meglio per una sana e divertente lettura durante i periodi di pausa, invernale od estiva che sia.

Pur eccessivamente prolifico, tanto da instillare ai lettori, come per altri autori, il sospetto di uno o piu’ ghostwriter che collaborino con lui, Patterson riesce sempre a non annoiare. Anche con questo “Private” non sbaglia.
Protagonista è Jack Morgan, ex pilota dei Marines sopravvissuto ad una missione in Afghanistan dove sono morti quasi tutti i suoi amici. Ora vive a Los Angeles, dove dirige la sede centrale della “Private” agenzia investigativa di altissimo livello a cui ci si rivolge quando occorre il massimo della decisione e della discrezione.

Con lui lavorano i migliori esperti, la “Private” gioca fuori dalle regole, ha a che fare con i segreti dei personaggi più influenti del mondo e usa i più moderni strumenti di indagine scientifica. In questo libro ben tre casi impegnano la “Private”. Corruzione ai massimi livelli del campionato di football americano, un assassino seriale che a Los Angeles ha ucciso già 12 ragazzine e non ha alcuna intenzione di fermarsi ed il barbaro omicidio della moglie del migliore amico di Jack, Shelby Cushman, una ragazza dolce e gentile, che non aveva niente da nascondere..forse…

Certo, bisogna ammettere che il profilo psicologico dei personaggi non è tra i più approfonditi, non ci viene fornita alcuna motivazione degli omicidi dei serial killer, i colpevoli del caso di corruzione appaiono improvvisamente senza troppi preamboli ed altrettanto velocemente spariscono dalla storia ed a qualche altro personaggio viene riservato un trattamento ugualmente “frettoloso” ma è comunque buona letteratura di evasione, che tiene incollato il lettore fino al termine della storia.

recensione a cura di Ilaria Minghetti

 

Pubblicato il giovedì 29 dicembre 2011 - 12:39
 
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