kkkg

“Il Processo” di Franz Kafka

In questi giorni ho deciso di rileggere “Il Processo” di Franz Kafka. Perché proprio ora, dopo parecchi anni dalla prima lettura? Non penso ci sia un motivo chiaro e specifico ma, forse, il clima cupo che ci circonda e ci sovrasta in questo periodo sta evocando in me le stesse sensazioni angosciose che mi aveva suscitato allora la lettura di questo libro. Mi viene spontaneo pensare che ognuno di noi, oggi, si possa sentire un po’ come Josef  K: impotente contro un mondo ostile di cui è incapace di comprendere logiche e meccanismi. Il protagonista, nonostante la sua incrollabile fede nel sistema e nella razionalità, viene avviluppato nelle infide spire di una realtà parallela e incomprensibile e viene spinto sempre più in basso verso il tragico epilogo che, per lui, qualcuno aveva già scritto. La lettura di questo romanzo rappresenta un viaggio surreale e coinvolgente in costante bilico tra incubo e realtà. I luoghi e i personaggi, spesso solo abbozzati, sono inquietanti, ambigui, enigmatici ma hanno la capacità di restare impressi nella mente del lettore e contribuiscono a creare quello stato di ansia che accompagna tutta la vicenda. Sono certo non sia una lettura idilliaca che possa far sognare, ma anche il mondo in cui viviamo non è certo un paradiso terrestre, specialmente ora.

recensione a cura di Giampaolo Creazza

Pubblicato il giovedì 29 dicembre 2011 - 18:01
 
Lascia un commento | 29.12.2011

Scrivi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*



*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>