munro

Il percorso dell’amore

Il percorso dell’amore va a ritroso. Dall’amore scontato, dall’amore dichiarato e garantito, verso l’essenza di quel filo prodigioso, sfilacciato, ingarbugliato, che comunemente, scioccamente, vanamente chiamiamo amore. Come se una parola potesse racchiudere tutto. La passione, la cura, la comprensione, la rabbia, il bisogno, il dono, la paura. Alice Munro con il suo tratto preciso, affilato, sorprendentemente vivido, dipinge l’impossibile, l’instabilità del confine, le emozioni, come veli dai colori più diversi che sovrapposti ne creano uno mai visto, non ripetibile eppure simile a mille altri, un colore che non ha un nome in natura.

Scrittura del confine, dicevo, dove il confine si sposta, fluttua, dove il bordo è sfrangiato, trasparente, in movimento. Alcuni racconti sono vere e proprie epifanie. Ho provato a fermare le rivelazioni che sbocciavano via via, sulla carta, volevo  essere sicura di non perderle, ma ho scoperto che sfuggivano, come pesciolini tra le dita. Inafferrabili. Le custodisco, ma non le so spiegare.

Alcuni, come lo splendido Una vena di follia o il commovente Monsieur Les deux chapeaux sono mirabili giochi di specchi, dove le immagini rimbalzano, prendendosi gioco della nostra assurda pretesa di una e una sola verità, stregandoci, ammaliandoci. Alice Munro è semplicemente impareggiabile quando affonda la penna nelle dinamiche dei legami familiari, i meccanismi di superficie e i moventi segreti, le convivenze impossibili, di fedeltà e desiderio di libertà, di pesi e slanci, di ripugnanza e devozione.

Guardava fuori dal finestrino, mentre capiva. Il sole splendeva sulla soffice erba di giugno, sui ranuncoli, sulla linaria e sulle vecchie pietre lisce, e su tutta quell’aspra campagna di cui non le sarebbe mai importato nulla, e la parola che le venne in mente fu “d’oro”.

Un’occasione d’oro.

Per cosa?

La sai per cosa. Per arrenderti. Per rassegnarti. Prenderti cura di loro. Vivere per gli altri.

Questo fu il modo che Violet scelse per superare il dolore. Scaricarselo di dosso. Come un peso morto.

(da Una vena di follia)

In quello che probabilmente è il mio racconto preferito, Mucchio bianco, c’è la descrizione più perfetta, lucida e realistica della nascita del desiderio che io abbia mai letto.

C’è tutto, condensato in poche frasi, come questa:

─ Secondo me, il momento migliore è sempre l’inizio. L’inizio e basta. È l’unica parte autentica. Anzi, forse perfino l’attimo prima dell’inizio. Forse quando ti balena in testa l’idea che possa succedere. Forse è quella, la parte migliore.

Come non sottoscrivere la dichiarazione di Jonathan Franzen:

“Alice Munro è uno dei pochi scrittori a cui penso quando dico che la letteratura è la mia religione”.

recensione a cura di Sabrina Campolongo

Il percorso dell’amore
Alice Munro
ed. Einaudi
euro 12

Pubblicato il giovedì 17 novembre 2011 - 17:00
 
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